Uganda: pace più vicina?

Domenica scorsa, il presidente ugandese, Yoweri Museveni, ha dichiarato una tregua unilaterale di nove giorni (dal 15 al 23 novembre) per permettere ai ribelli del LRA (Lord’s Resistance Army) di valutare la possibilità di sedersi al tavolo delle trattative col governo. Intanto, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello all’Europa affinché aiuti l?Uganda a porre fine alla più grave tragedia dimenticata in Africa!
A cura di amissg Adesso la palla passa ai ribelli del LRA. Hanno nove giorni di tempo per rispondere alla proposta del presidente Museveni. Se al termine della tregua il LRA si dirà pronto a cominciare delle vere trattative, sarà proclamata una nuova tregua di altri 10 giorni.
Potrebbe iniziare così il percorso di pace in Uganda, sconvolto da 18 anni di guerra civile che ha causato una vera e propria catastrofe umanitaria: 1.600.000 sfollati, 20.000 bambini rapiti, distruzione pressoché totale di tutti i villaggi, le infrastrutture e le coltivazioni.
La tregua dichiarata domenica è limitata a un territorio di circa 300 miglia quadrate nel nord del paese, vicino al confine con il Sudan dove il LRA ha avuto per anni le sue basi. Secondo fonti governative i ribelli sarebbero ora meno di 200, erano 3.000 nel 2002. Nelle scorse settimane avrebbero più volte chiesto al governo di intavolare delle trattative.

L’Associazione per i Popoli Minacciatiti (APM) ha lanciato un appello ai Ministri degli Esteri dell’UE affinché colgano l’occasione del cessate il fuoco per aiutare il paese a porre fine alla guerra civile. L’associazione denuncia una situazione umanitaria allarmante: nei campi profughi la violazione dei diritti umani è sistematica.

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