SCI: morte di arafat, metafora del dramma palestinese

Il Servizio Civile Internazionale esprime profonda tristezza per la morte
di Yasser Arafat.
La vita di Arafat è stata interamente dedicata alla causa palestinese e non
possiamo che provare amarezza per il clima che lo ha accompagnato anche
durante i suoi ultimi giorni.
A cura di red comunicato stampa

L’uomo che ha portato il popolo palestinese
al tavolo dei negoziati e nel cuore della politica internazionale, dopo
aver vissuto gli ultimi anni della sua vita sotto assedio e in completo
isolamento, è morto senza la certezza di essere sepolto nella sua terra.
Una terra negata fino alla fine, una sepoltura concessa dopo avvilenti
trattative, invece che riconosciuta come un diritto.
In questo leggiamo la metafora del dramma del popolo palestinese.
Arafat ha saputo costruire l’identità di un popolo basata sulla conquista
della libertà, ottenendone il riconoscimento internazionale e
rappresentando così il simbolo della costituzione di uno stato palestinese
libero e indipendente.
Al riconoscimento internazionale che è valso ad Arafat il Premio Nobel Per
la Pace, la Comunità Internazionale non ha accompagnato il sostegno al
delicato passaggio, dalla costruzione dell’identità palestinese, alla
gestione politica di negoziati di pace e di un nascente stato moderno.
Gli ultimi anni sono il risultato di un progressivo isolamento della figura
di Arafat e dell’indifferenza della diplomazia internazionale verso la
tragica situazione dei Territori Occupati.
La morte di Arafat lascia un preoccupante vuoto. La violenta repressione
messa in atto dal governo israeliano negli ultimi 4 anni, ha disintegrato
la società civile palestinese impedendole di organizzarsi e di costruire
una nuova leadership laica e democratica. Di fronte a questo vuoto
esprimiamo il timore di possibili scenari che vedono, da un lato,
l’abbandono dell’idea di un popolo palestinese libero, laico e
autodeterminato che Arafat rappresentava e, dall’altro, l’affermarsi di
pericolosi radicalismi.

Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà a tutto il popolo
palestinese, sempre convinti che l’occupazione militare e la costruzione
del muro debbano cessare immediatamente.
Riteniamo necessario e urgente mobilitarsi affinchè la comunità
internazionale e la società civile giochino un ruolo significativo in una
fase ancor più delicata.

Pertanto il Servizio Civile Internazionale aderisce ed invita tutti a
partecipare alla manifestazione nazionale indetta e Roma per sabato 13
novembre.

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