Italia sotto esame Onu

Lunedì 8 novembre si sono aperti i lavori del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali. Cinque Paesi – tra cui l’Italia – sono stati chiamati a presentare una relazione sull’attuazione del Patto internazionale sui diritti sociali, economici e culturali del 1966. Le ONG italiane hanno presentato un Rapporto supplementare in risposta a quello del Governo. Abbiamo raggiunto la portavoce della delegazione delle ONG italiane a Ginevra Carola Carazzone, responsabile per i Diritti Umani del Vis-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Luigi Toma, ISmas-Onlus, Vanna Palumbo del Comitato promozione diritt umani. Ascolta l’intervista di Monica Poddighe a Carola Carazzone. (All’interno le altre interviste)
A cura di amismp

Il Rapporto è stato redatto dal Comitato per i diritti umani che riunisce circa 50 tra le principali ONG e associazioni attive in Italia. Gli altri Paesi chiamati a riferire all’ONU sono Malta, Danimarca, Arzebaijan e Cile.

Tra i relatori anche Luigi Toma, medico dell’Ismas- Onlus (Istituto internazionale delle scienze mediche, antropologiche e sociali) che ha riferito sul diritto alla salute in Italia:scarica

Vanna Palumbo del Comitato per la Promozione Diritti Umani sulla necessità di creare un’istituzione di garanzia indipendente: scarica

Per maggiori informazioni: visita il sito del
Comitato ONU per i diritti umani

4 sono le questioni fondamentali che il rapporto delle ONG porta all’attenzione del Comitato ONU: l’Italia, in violazione della Risoluzione 48/134 è l’unico Paese europeo a non aver ancora costituito un’Istituzione indipendente per promuovere e proteggere i diritti umani ed, in violazione degli impegni assunti con la Raccomandazione Finale di Vienna 1993, non ha avviato una strategia integrata e di lungo periodo su tale questione.
Il nostro Paese è inottemperante nell’educazione ai diritti umani che non è né materia obbligatoria di studio della scuola dell’obbligo e della scuola superiore né, tanto meno, è presente a livello universitario o nelle scuole di specializzazione per avvocati e magistrati.
L’Italia dovrebbe sostenere l’approvazione di un Protocollo Opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che consenta, in caso di violazione, i ricorsi individuali al Comitato di Ginevra e dovrebbe adeguarsi alle norme della Sottocommissione delle Nazioni Unite, 13 agosto 2003, che introduce la responsabilità legale, non solamente sociale, delle imprese in materia di violazione dei diritti umani.
Inoltre, il Governo italiano non si è ancora pronunciato sull’effettivo riconoscimento e la piena realizzazione del diritto allo sviluppo umano delle persone, delle comunità, dei popoli e dei paesi impoveriti e, in particolare, non ha dato avvio alla riforma della cooperazione allo sviluppo.

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