Arresti collettivi in Cecenia

Il procuratore Generale dello Stato russo, Vladimir Ustinov, vuole attuare arresti collettivi per i familiari di presunti terroristi ceceni. L’Associazione per i Popoli Minacciati APM ha definito la richiesta del Procuratore a come un chiaro e aperto incitamento della giustizia russa a violare la
Convenzione dei diritti umani.
A cura di amismp Venerdì scorso Ustinov aveva chiesto alla
Duma, il parlamento russo, di prendere come contro-ostaggi i familiari
di presunti terroristi per mostrare loro cosa significhi essere presi
come ostaggio.
Le esternazioni di Ustinov corrispondono ad un’ammissione di ritorno allo stalinismo, tanto più che il governo russo tende a estendere la categoria di terrorista collettivamente a
tutti i cittadini ceceni.
Per le forze di sicurezza russe gli arresti familiari collettivi fanno
ormai parte della norma anche se finora il governo ha sempre negato
questa particolare violazione dei diritti umani. Il provvedimento
colpisce sia la popolazione civile sia i politici conosciuti.

In una
cosiddetta “operazione speciale” condotta i primi di marzo 2004 a
Grosny, Benoi e Noshai sono stati arrestati circa 20 parenti dell’ex
ministro della difesa ceceno Magomed Khambiev. A Khambiev stesso era
stato posto un ultimatum: se non si fosse presentato entro l’8 marzo
alle forze di sicurezza i suoi parenti sarebbero stati fucilati.
Khambiev capitolò di fronte al ricatto, dopodiché i suoi parenti,
terrorizzati per giorni dalle forze di sicurezza russe, furono
rilasciati.
L’APM condanna con forza tutti gli atti terroristici
indipendentemente da chi li commetta.

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