Amnesty chiede a Bush e Kerry un impegno contro la tortura

I due principali candidati alle elezioni presidenziali degli Usa dovrebbero impegnarsi ad agire per prevenire la tortura e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti dei prigionieri in custodia statunitense e per istituire una commissione indipendente d’inchiesta su tutte le procedure d’interrogatorio e di detenzione.
A cura di amismp È quanto ha dichiarato ieri Amnesty International, pubblicando un nuovo Rapporto di 200 pagine sul tema delle torture e dei maltrattamenti da parte delle forze statunitensi nel corso della “guerra al terrore”.
“Nei dibattiti presidenziali, il presidente Bush e il senatore Kerry non hanno parlato del trattamento dei detenuti da parte degli Usa in Iraq e in Afghanistan, a Guantánamo e in centri segreti situati in altri paesi” – ha rilevato Amnesty. “Adesso, ciascun candidato dovrebbe promettere che, in caso di elezione, assumerà immediate iniziative per affrontare il problema. La prevenzione della tortura e dei maltrattamenti è essenzialmente un fatto di volontà politica. Per questo, chiediamo ai candidati di impegnarsi per istituire una commissione d’inchiesta e introdurre un sistema di garanzie nei confronti della tortura e dei maltrattamenti”.

Il rapporto di Amnesty International individua uno schema di violazioni dei diritti umani che parte dall’Afghanistan per giungere ad Abu Ghraib attraverso Guantánamo, evidenziando come – nonostante l’amministrazione Usa sostenga che le atrocità dell’11 settembre 2001 abbiano introdotto “un nuovo paradigma” che richiede “un nuovo pensiero” – ci si trovi davanti a un sistema storicamente familiare di violazione dei diritti umani in nome della sicurezza nazionale.

Per la vicenda di Abu Ghraib Amnesty ritiene che vi sia ancora bisogno di una commissione d’inchiesta più ampia, anche perché finora le revisioni svolte non possono essere considerate del tutto indipendenti, non sono state condotte a 360 gradi e hanno mostrato indulgenza per tecniche d’interrogatorio illegali. Questa commissione d’inchiesta, che Amnesty sollecita da maggio, potrebbe giovarsi di contributi internazionali, come quello del Relatore speciale dell’Onu sulla tortura.

Il rapporto dell’organizzazione per i diritti umani sottopone al governo Usa oltre 65 raccomandazioni, unitamente all’invito a basarsi in futuro sul “Programma in 12 punti di Amnesty International per la prevenzione della tortura”, frutto dell’esperienza di oltre trent’anni di campagne contro questo fenomeno.

Il rapporto USA: Human dignity denied: torture and accountability in the “war on terror” è disponibile anche presso l’Ufficio stampa di Amnesty International Italia.

Top