L’Arci sul processo alla direzione del Cpt Regina Pacis

L’Arci di Lecce ricorda a tutti l’importanza dell’udienza di oggi, 26 ottobre, al processo contro la direzione del centro di permanenza Regina Pacis e di due medici, alcuni miltari in servizio e alcuni collaboratori di don Cesare Lodeserto. “
A cura di amismp I reati contestati agli imputati sono gravi e si configurano, al di là del linguaggio giudiziario, come violenze a sfondo razzista, lesioni della persona, intimidazione e sfregio delle culture e religioni altre. La risposta di giustizia deve essere di accertamento della verità sulla vicenda di allora, la risposta politica e sociale deve essere la chiusura del centro di permanenza, di tutti i centri che sono in realtà di detenzione forzata per gli immigrati.
La Curia leccese ha autorevolmente dichiarato di recente un suo prossimo disimpegno per la gestione diretta del centro di detenzione che la vede coinvolta, e promette ambiguamente una diversa destinazione d’uso del Regina Pacis. Ebbene, come associazioni antirazziste e per la difesa dei diritti dei migranti staremo a vedere e chiederemo tutta la trasparenza che ora viene negata in nome della gestione carceraria di un centro-lager finanziato dal ministero degli Interni e qui a San Foca gestito ormai da anni dalla fondazione Regina Pacis.
La retorica dell’accoglienza ha sinora consentito che questi centri godessero di coperture politiche ed istituzionali, che l’accoglienza divenisse in realtà un business e che i centri diventassero luoghi di carcerazione coatta. E’ ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità di fronte all’esistenza di luoghi oscuri di sospensione dei diritti, di gravi incidenti e di autolesionismo, di violenze e di dolore, di scomparsa sociale e di negazione della persona”.

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