Esclusione sociale e cittadinanza

Presentato a Roma il rapporto su esclusione sociale e cittadinanza incompiuta “Vuoti a perdere” realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan di Padova ed edito da Feltrinelli. Le situazioni di disagio sociale in Italia toccano oggi un numero maggiore di persone; il rischio di esclusione sociale, dunque, è più alto.

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A cura di amismp Leggi il
Comunicato stampa

La scheda sintetica sul lavoro flessibile:
In Europa il lavoro part time coinvolge il 18% degli occupati e l’insieme delle forme di lavoro atipico si attesta intorno al 28%. In Italia dal 1999 al 2002 la percentuale di lavoro atipico è passata da circa l’11% a oltre il 16%. Sul totale degli occupati, i lavoratori con contratti di collaborazione coordinata e continuativa costituiscono l’11%, quelli occupati a tempo determinato quasi il 10%, quelli che lavorano part time quasi il 9%. Il lavoro nero o sommerso si presenta come una componente strutturale dell’occupazione: interessa quasi il 20% delle persone che lavorano.

DIpendenze senza sostanze:
Nel 2002 i proventi del gioco del lotto assommano in Italia al 2,7% delle entrate statali totali (oltre 4 miliardi di euro), superando le entrate fiscali derivate dalla vendita dei tabacchi. In dieci anni, dal 1989 al 1999, si è passati da una spesa in giochi legali stimata pari a 9 mila miliardi di vecchie lire, a una spesa di 36 mila miliardi. Nel 2000 sono stati installati in Italia oltre 800 mila videopoker, per un giro di affari di oltre 40 mila miliardi di vecchie lire.
Lo shopping compulsivo riguarderebbe una quota compresa tra l’1 e l’8% della popolazione adulta italiana. Secondo dati Istat relativi al 2000, 2.948.000 persone (il 5,7% della popolazione italiana) dichiarano di utilizzare internet tutti i giorni; il 4% dei ragazzi tra 11 e 14 anni dichiarano di utilizzare internet tutti i giorni; lo stesso avviene per il 7,5% dei soggetti tra 15 e 17 anni. Il 21% dei ragazzi tra 11 e 14 anni (510 mila soggetti) utilizza invece il cellulare tutti i giorni. Il 28% dei giovani del primo anno di scuola media superiore non spegne mai il telefonino, neanche di notte; il 33% lo spegne raramente.

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