Il caso Buttiglione

È ancora Rocco Buttiglione ad essere al centro delle cronache dall’Italia dei giornali europei. Il Guardian ieri ricordava che dopo aver considerato l’omosessualità un peccato e aver detto che il matrimonio esiste per consentire alle donne di avere bambini e ai loro mariti di proteggerle, non può trattarsi ancora di un’incomprensione…
Ascolta il servizio di Tito Gandini di Reporter Associati da Zurigo
A cura di amismp

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Queste affermazioni non fanno altro che aumentare la pressione su Barroso, che è stato minacciato da un gruppo di deputati socialisti europei di vedersi rigettata l’apprevazione dell’intero esecutivo da lui proposto, qual’ora decidesse di insistere nella candidatura di Buttiglione. Possono certo essere interpretazioni di parte, il Guardian è noto per non usare toni amichevoli nei confronti dell’attuale maggioranza italiana, ma certo Buttiglione fa di tutto per non eliminare le ambiguità e il Guardian ricorda che proprio ieri, il candidato italiano alla commissione europea, rilasciava al Corriere della Sera la dichiarazione secondo cui, le ragazze madri che tengono un bambino e lo crescano, malgrado il fatto che sia così semplice abortire, siano da considerarsi eroine di questi tempi.

E se Buttiglione ritiene che l’Europa voglia impedirgli dittatorialmente di fare il suo mestiere, reintroducendo il “Berufsverbot” della vecchia Germania Democratica, cita Voltaire dicendo “deploro le cose che dici, ma difenderò con la vita il tuo diritto di dirle” sprofondando così di assurdità in assurdità: Buttiglione infatti non è imputato di voler abolire la libertà di parola, ma di non combattere per i diritti di categorie sociali molto precise.

Sempre il Guardian ricorda che la stessa “La Stampa” un giornale non proprio critico nei confronti del Governo, ha commentato l’accenno al Berufsverbot come un insulto intollerabile e profondo, commentando che le parole certo non sono state scelte con leggerezza e sospettando che esista il tentativo di lanciare l’influenza cristiana su percorsi americani.

Ora Barroso, che aveva confermato la fiducia a Buttiglione, potrebbe decidere di forzare la mano e visto che il parlamento europeo può o accettare in blocco tutto l’esecutivo o bocciarlo, senza discutere dei singoli candidati, forse avrebbe anche qualche possibilità di farcela. Ma che credibilità avrebbe Buttiglione, si chiede il giornale conservatore tedesco, die Welt, e che credibilità avrebbe Barroso stesso, se non tiene conto di un’indicazione tanto esplicita del parlamento che guida?

Ora Buttiglione e la destra italiana non capiscono una cosa semplice, se al livello italiano l’omosessualità viene vissuta, soprattutto in provincia, con difficoltà, se le ragazze madri non hanno strutture per essere accolte, se il divorzio è ancora vissuto come una colpa della donna, in Europa questi problemi esistono meno, hanno strutture nei singoli Paesi per essere indirizzati e soprattutto si tende ad integrare e non a escludere: quello che in Italia è un problema culturale, in Europa è un problema amministrativo.

La destra italiana invece vorrebbe trasformare la faccenda da amministrativa in culturale, ma lo fa nella sua solita maniera, senza cercare alleati, richiudendosi a riccio su se stessa, senza interpellare quelle nazioni con base cattolica, come la Spagna per esempio, per sapere se per caso anche loro la pensano come il parlamento europeo. Il problema è diplomatico, la destra italiana non cerca alleanze, il problema però è forse anche che non ne troverebbe.

Sempre ieri (18.10.04), die Welt, dedica un lungo articolo al nostro ministro per l’Europa, ricordando come le ultime affermazioni di Buttiglione non facciano che rendere sempre più impossibile la sua nomina. La destra italiana pone a Barroso un aut aut inaccettabile, o noi o loro e il loro è l’intero parlamento europeo. E chiede a Barroso di sbrigarsela da solo, trovarndo quegli appoggi che invece dovrebbe essere l’Italia.

Die Welt fa presente come proprio per questi motivi, il caso Buttiglione, e le sue affermazioni dell’ultimo fine settimana, indeboliscano sempre di più la nuova commissione di Barroso che si prepara ad essere votata tra dieci giorni il 27 Ottobre.

Viene da sospettare, che l’eventuale indebolimento della commissione europea sia una manovra ad hoc del Governo italiano, che da quando Aznar e la destra spagnola hanno lasciato il potere e da quando anche la Polonia minaccia di lasciare l’Irak, si sente assolutamente isolato in Europa.

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