FSE:L’organizzazione ufficiale e’ un fiasco. All’altro forum ci si confronta senza braccialetti.

Londra: Da una parte le tante associazioni che hanno conquistato un tavolino dopo mesi di richieste e progetti, espongono le loro iniziative politiche e culturali con la buona fede di un bambino. Dall’altra l’organizzazione ufficiale che adotta criteri rigidi per la circolazione della gente.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo le impressioni del giornalista Lorenzo Anania
A cura di red Questo terzo forum sociale e’ strano. E’ chiaro che il governo inglese non lo voleva; paurosi, forse, di scontri come Genova o Seattle, hanno dislocato gli eventi “ufficiali” per tutta Londra, a destra e a manca. Forse la vera paura del governo e’ tutta per domenica, quando ci sara’ la manifestazione di chiusura del forum contro tutte le guerre, compresa quella di Blair.

L’organizzazione del forum ufficale e’ ai limiti della paranoia fordista. Il braccialletto rosso e’ per i delegati “normali”, quello verde per i volontari, il blu per la stampa (particolare da ricordare), quello viola per coloro, chiamati “segregated people”, che hanno deciso di dormire al Millenium Dome, il posto piu’ economico dove riposare le stanche membra dopo una giornata passata tra un meeting e un altro dislocati per tutta la metropoli londinese. Per 10 sterline si puo’ stare tre giorni a dormire per terra sotto un tendone di cemento al freddo e al gelo, come il Gesu’ bambino della filastrocca natalizia.

Al forum c’e’ una porta per entare e, accanto, una per uscire; e’ come sulle scale mobili della metropolitana, se ti sbagli e non tieni la destra, ti ammoniscono verbalmente guardandoti male e facendoti sentire un vero provinciale. Nella sala stampa del forum “ufficiale” (perche’ per fortuna c’e’ anche quello “alternativo”) non ci sono telefoni e l’accesso e’ strettamente sorvegliato da due signore di una certa eta’ che, in divise da polizziotte, controllano il colore del tuo bracialetto.

Ma dove sono finito? “Sembra di stare a Cernobbio, al meeting di confindustria!” esterma il mio compagno di sventura Marco. Ha ragione.

Gli incontri si susseguono vorticosi, file interminabili per mangiare un panino che per il prezzo dovrebbe essere di oro zecchino, accompagnano la giornata all’Alexander Palace.

Per la notte decido di dormire al Millenium Dome insieme ai ragazzi e le ragazze che partecipano al forum, dove stanno le “persone segregate”, come le chiama la sicureza all’entrata.

Non l’avessi mai fatto! appena la sicurezza vede il bracialetto blu mi stoppano e mi proibiscono di entrare: “No Press here!” “Why?” “Because!”. Ho dovuto litigare per piu’ di un’ora e mezzo al freddo atlantico di Londra per poi finalmente entrare al Millenium Dome e non sarebbe stato possibile senza l’intervento di una responsabile irlandese che, capendo la situazione, ha fatto un’eccezione al regolamento. Ho dovuto consegnare come pegno la macchina fotografica, pegno che vale la presenza dell’unico giornalista accreditato al forum dentro il Millenium Dome. Un cartello ai cancelli elenca le regole all’interno: no alcool, no radio, no strumenti musicali, non si puo’ cucinare, non si puo’ fumare! Alla fine dormo la’, per terra come tutti. La sera dei ragazzi estraggono una chitarra passata non so come al ferreo controllo dell’entrata. Dopo 5 minuti arriva una guardia a redarguirli! Io sono esterefatto e basito dall’atmosfera irrealmente silenziosa. Ancora non capisco perche’ la stampa non puo’ entare, non mi basta la spiegazione secondo cui non vogliono che foto dell’interno vengano pubblicate perche’ e’ un complesso nuovo che ancora deve essere inaugurato.

Nel dormitorio non ci sono seggiole e punti di aggregazione, in piu’ chiudera’ domenica mattina e nel pomeriggio ci sara’ la manifestazione di chiusura contro la guerra. Gli italiani non ci stanno, hanno organizzato un’assemblea per sabato sera per parlare di cosa fare visto che molti hanno l’areo per tornare a casa lunedi’.

Per fortuna c’e’ il forum “alternativo” dove finalmente nessuno ti chiede di esibire il bracciletto; qui la situazione e’ ideale per il confronto e la discussione che, normalmente, dovrebbero esserci in appuntamenti come questo.

Intorno ad un tavolo tutti, con caffe’ e panini ad un prezzo normale, parliamo e ci confrontiamo. In particolare, ad un incontro organizzato da Indymedia dove ci sono suoi rappresentati dall’Ungheria, Svizzera, Germania invitati dagli organizzatori inglesi, si parla delle varie esperienze e di come far conoscere a tutti quello che stanno facendo. Raffaello, un giornalista spagnolo, si dice sorpreso di come l’evoluzione di internet come mezzo di comunicazione sia lenta rispetto alle potenzialita’ e come essa debbe estendere il suo contesto alla musica e alla cultura soprattutto. E’ sempre piu’ forte la necessita’ di costruire un vero net per condividere le esperienze e superare insieme le crisi che periodicamente investono i media alternativi.

Forte dei miei due bracciali blue e viola, che al forum alternativo per fortuna nessuno ti chiede di esibire, continuo a chiedermi, durante gli inteminabili viaggi in metropolitana per raggiungere le varie conferenze, perche’ gli inglesi hanno vouluto organizzare questo terzo forum sociale europeo.

Lorenzo Anania

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