Bolivia: processo contro ex presidente Sánchez de Lozada

Il deposto ex-presidente della Bolivia, Gonzalo Sánchez de Lozada, sarà giudicato dalla Corte suprema: lo ha deciso in seconda votazione il Parlamento boliviano alle 3:00 del mattino ora locale di oggi.
A cura di amismp Dopo una sessione lunga circa 12 ore, 126 tra senatori e deputati presenti in seduta congiunta hanno votato a favore del rinvio a giudizio, 13 hanno votato contro e 1 si è astenuto (erano presenti 140 dei 157 parlamentari che, complessivamente, costituiscono il Congresso boliviano).
La decisione del Parlamento giunge quasi a sorpresa, poiché sembrava che nel Congresso le forze vicine all’ex-capo di Stato potessero giocare a suo favore; il voto, inoltre, arriva a soli tre giorni dal primo anniversario della data – il 17 ottobre 2003 – che sancì la partenza di Sánchez de Lozada e dei suoi più stretti collaboratori per la Florida (Usa) e la fine di un mese e mezzo di rivolta che l’esercito – mietendo almeno 67 vittime (non meno di 80 secondo i gruppi sociali che avevano proclamato lo sciopero generale) e provocando più di 400 feriti – aveva tentato di domare nel sangue. Con l’ex-presidente saranno sottoposti a giudizio anche 15 ex-ministri, considerati alla stessa stregua di Sánchez de Lozada responsabili della violazione dei diritti e delle garanzie costituzionali dei cittadini.
Starà all’Aula penale della Corte suprema di giustizia, la cui sede è a Sucre, stabilire l’eventuale colpevolezza dell’ex-capo di Stato e di una parte consistente dei suoi ministri – Carlos Saavedra Bruno, Carlos Sánchez Berzaín, Yerko Kukoc, Javier Torres Goitia, Hugo Carvajal, Guido Añez, Adalberto Cuajara, Dante Pino, Erick Reyes Villa, Mirtha Quevedo, Javier Comboni, Carlos Morales, Jorge Berindoague, Guillermo Justiniano e Jorge Torres Obleas – cinque dei quali appartenenti al ‘Movimiento Nacionalista Revolucionario’ (Mnr) di Sánchez de Lozada, cinque al ‘Movimiento de la Izquierda Revolucionaria’ (Mir), dell’ex-presidente Jaime Paz Zamora (1989-1993), tre della ‘Nueva Fuerza Republicana’ (Nfr) – formazioni che appartenevano alla coalizione di governo dell’ex-presidente – mentre gli ultimi due erano indipendenti.

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