export armi fuori controllo

I paesi europei sono tra i maggiori esportatori di armi. I controlli, malgrado l’esistenza di un Codice Ue, sono insufficienti e non vincolanti. Il mercato delle armi è in crescita, anche verso paesi nei quali i diritti umani sono violati sistematicamente.
Amnesty International chiede controlli più severi. Ai nostri microfoni Emilio Emmolo, responsabile del coordinamento armi di Amnesty Italia
A cura di amissg

Difficile parlare di pace guardando i dati sull’export di armi da parte dei paesi dell’Unione Europea: 1/3 delle esportazioni mondiali di armamenti è imputabile agli Stati Europei. L’Italia, poi, ha visto un incremento dell suo export pari quasi al 40%.
Quello delle armi è un mercato fiorente che non distingue tra “buoni” e “cattivi”. I controlli sono insufficienti e accade troppo spesso di vendere armi a paesi dove vengono sistematicamente calpestati i diritti umani.
L’Unione Europea ha varato un Codice di codotta che però non è in grado di garantire controlli severi sulle esportazioni attraverso l?Europa. Il Codice, inoltre, non è vincolante e non ha valore giuridico. “E’ necessario che si rafforzino i controlli”. questa la richiesta all’Unione di
Amnesty International. Ai nostri microfoni il responsabile del coordinamento armi di Amnesty Italia, Emilio Emmolo

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