Afghanistan: il dilemma del voto

Il 9 ottobre, circa 10,6 milioni di persone saranno chiamate a scegliere il loro prossimo presidente tra una rosa di 18 candidati. Alle urne anche centinaia di migliaia di rifugiati in Pakistan e Iran. Quasi scontata la vittoria del presidente uscente Karzai.
Ma per la popolazione andare a votare è un dilemma.
A cura di amissg Sono rischiose le elezioni in Afghanistan. La popolazione civile dovrà esercitare il ritrovato diritto al voto sotto la duplice minaccia dei Talebani e dei sostenitori dell’attuale presidente ad interim, Hamid Karzai.
In molte regioni, i Talebani terrorizzano la gente minacciando di morte chiunque si recherà a votare. Alcuni capi tribù, invece, minacciano chiunque non si recherà a votare per Karzai.
Un elettorato stretto tra due fuochi e disinformato. La campagna elettorale, infatti, si è svolta principalmente con poster, manifesti e camioncini. Rari i contatti con i candidati, limitati negli spostamenti per motivi di sicurezza.
L’unica cosa certa, forse, è la vittoria del presidente uscente Karzai, anche se l’alto numero di candidati (18) probabilmente non gli consentirà di accreditarsi al primo turno.

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