La principale forma di terrorismo e’ la nostra

Il mondo si divide in due parti, contrapposte, l’Islam e “noi”. Questo è il messaggio, sbagliato, che proviene dai governi, dalla stampa, dalla radio e dalla televisione occidentali. Con Islam, si “legge” terroristi. Oggigiorno, come durante la guerra fredda, lo specchio della morale a senso unico è rivolto verso di noi come se fosse il veritiero riflesso degli eventi. Ma tutto questo è falso.
A cura di amismp Oggigiorno, come durante la guerra fredda, lo specchio della morale a senso unico è rivolto verso di noi come se fosse il veritiero riflesso degli eventi. Alla nuova minaccia viene dato più risalto a ogni attentato terroristico, che sia a Beslan o a Jakarta. Visti in questo specchio morale a senso unico, i nostri leader commettono gravi errori, ma le loro buone intenzioni non vengono mai messe in dubbio.
L'”idealismo” e la “decenza” di Tony Blair sono promosse dai suoi critici, inglobati nel sistema, mentre il suo tracollo politico, che sta iniziando sulla scena mediatica, si presenta come una tragedia greca ordita alle sue spalle. Nonostante la complicità nell’uccisione di 37.000 civili iracheni, sono state le distrazioni di Blair, e non le sue vittime, a fare notizia: dalla sua misteriosa rivalità con il tesoriere Gordon Brown, il suo Tweedledee, alla sua conversione sulla via di Damasco ai pericoli del surriscaldamento globale. Riguardo alle atrocità di Beslan, Blair è legittimato a dire, senza ironia nè sfida, che “questo terrorismo internazionale non prevarrà”. Queste sono le stesse parole pronunciate da Mussolini poco prima di bombardare civili in Abissinia.
Leggi l’articolo completo di John Pilger da The New Statesmansul sito di Nuovi mondi media

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