Allarme navi dei veleni

WWF e LEGAMBIENTE lanciano un allarme per ricordare i numerosi affondamenti ?sospetti? che dalla fine degli anni ’70 sono avvenuti nel Mediterraneo e che oramai sono un fenomeno internazionale. La vicenda della motonave Ulla, di costruzione spagnola e battente bandiera Saint Vincent che per oltre 4 anni è rimasta ancorata nella stessa rada nella Tiurchia meridionale, dove poi lunedì è affondata, senza aver mai scaricato le sue 2.000 tonnellate di scorie tossiche, ha molte analogie con le vicende delle cosiddette ?navi a perdere?, ben conosciuta al livello internazionale e nazionale. Oggi, Legambiente e wwf, propongono 10 punti per fare luce su queste vicende:
ascoltascarica– Enrico Fontana ? responsabile ambiente & legalità di Legambiente

Patrizia Fantilli – responsabile Ufficio legale e istituzionale di wwf
A cura di amismp

Il WWF ricorda che queste discariche di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi nel nostro mare sono frutto non di improvvisazione ma di una prassi consolidata adottata dalla criminalità organizzata internazionale. La stessa compagnia assicuratrice di fama indiscussa quale i Lloyd’s di Londra hanno da tempo segnalato relitti di questo tipo in tutto il Mediterraneo; La Mappa degli affondamenti sospetti avvenuti nel Mediterraneo meridionale fin dalla fine degli anni ’70 riguarda almeno 13 navi, tant’è che in Italia la Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse ha dedicato pagine e pagine nelle proprie relazioni annuali citando fra l’altro gli stessi studi e mappe della Lloyd’s.

Leggi il rapporto sulle ecomafie 2004 a proposito del coinvolgimento del nostro paese sulle spedizioni illecite di rifiuti

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