TOGHE IN SCIOPERO

L’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha confermato ieri, al congresso di Napoli, lo sciopero contro la riforma Castelli. Le toghe incroceranno le braccia se la proposta di legge, ora in discussione in commissione Giustizia al Senato, arriverà in aula senza sostanziali modifiche. Intanto, si attende il responso di Ciampi su una riforma di “rilievo costituzionale”.
Il giudice Sergio Gallo, componente dell’Anm, ci ha spiegato le ragioni dello sciopero
ascoltascarica

Ma quali sono, in dettaglio, i punti della riforma Castelli contestati dai magistrati?
ce ne ha parlato sempre Sergio Gallo
A cura di amissg

I magistrati sono pronti alla mobilitazione contro la riforma del sistema giudiziario del ministro Castelli. Non è stata ancora fissata una data ma lo sciopero, già proclamato a luglio, sarà inevitabile se la proposta di legge non verrà modificata. Le toghe denunciano gli innumerevoli vizi di illegittimità rintracciabili in quella che hanno ribattezzato “controriforma” della giustizia e seguono i lavori parlamentari che, come già accaduto alla camera, potrebbero concludersi con un voto di fiducia.
Intanto, c’è attesa per il responso di Ciampi che ha definito quella della giustizia una “riforma di rilievo costituzionale”. Ai nostri microfoni il giudice Sergio Gallo, componente dell’Anm

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La nuova legge che riscrive le regole della giustizia italiana è all’esame di Palazzo Madama. Cambia il sistema delle carriere e dei concorsi dei magistrati, con tanto di test di idoneità psicoattitudinale. Modifica lo status dei pubblici ministeri. Ridefinisce la formulazione degli illeciti disciplinari. Altera il rapporto tra il Csm e il ministro della Giustizia. Sono queste le ragioni della profonda frattura tra politica e magistratura, sottolineata, negli ultimi giorni, dagli attacchi tra guardasigilli e Anm. Sergio Gallo ci ha spiegato perchè la riforma Castelli cambia il volto della magistratura

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