Nigeria: Ribelli contro le multinazionali del petrolio

I ribelli del Delta del fiume Niger minacciano una guerra totale contro lo Stato Nigeriano, accusato di appoggiare le compagnie multinazionali dell’ “oro nero” in atti di genocidio contro la popolazione locale.
A cura di amisam La minaccia di una vera e propria guerra civile in Nigeria, è cominciata già domenica scorsa con le parole del capo dei ribelli, Mujahid Dokubo Asari, il quale ha dichiarato: “Diventerà una guerra totale. Ora l’intera nazione Ijaw combatterà contro lo Stato della Nigeria”. E ha continuato con un’accusa all’Agip: “Ha prestato i suoi elicotteri alla Nigeria che li ha usati per spiarci. Dopo, siamo stati bombardati”- “Fino a che l’Agip affiancherà lo Stato nigeriano noi, se li vedremo, li attaccheremo. Attaccheremo le loro installazioni e il loro personale perchè si sono schierati nella guerra dalla parte dello Stato nigeriano”.
Le accuse di Asari sono molto pesanti. Il pericolo di morte per i dipendenti dell’Agip e della Shell ora è al limite. Quest’ultima, nei giorni scorsi, aveva già evacuato parte del personale in seguito a minacce e ad attacchi contro le sue installazioni petrolifere.
Come si legge nel quotidiano l’unità di oggi, Il proclama dei ribelli non trova però eco sulla stampa nigeriana, che invece riferisce delle minacce di un nuovo sciopero da parte del ‘Nigeria Labour Congress’ (Nlc), principale cartello sindacale del Paese africano; l’organizzazione ha lanciato un ultimatum di 14 giorni al governo federale, affermando che dal prossimo 11 ottobre potrebbe indire un’astensione dal lavoro a livello nazionale per protestare contro il rincaro di prodotti petroliferi, in particolare il carburante.
Questa situazione precaria in Nigeria ( il settimo maggior produttore di petrolio al mondo, il quinto maggior fornitore degli Stati Uniti) sta condizionando il mercato del petrolio. Superati i 50 dollari a barile: é record!

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