LIBIA: via libera ai cpt e alle pattuglie anti-immigrati

Via libera al piano di contrasto all’immigrazione clandestina, con la visita di ieri di Pisanu a Gheddafi. Il colonnello ha ringraziato il ministro per il lavoro che in tutte le sedi diplomatiche l’Italia ha svolto per il superamento dell’embargo. La decisione sarà ratificata dai ministri degli esteri della Ue nella riunione dell’11 ottobre prossimo prevista in Lussemburgo. Intanto, non si placano le polemiche sulle misure e gli strumenti che la Libia adotterebbe per contrastare l’immigrazione verso l’Italia.
Il vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio, il Verde Paolo Cento, chiede “un immediato dibattito parlamentare.
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Circa il fallimento della politica repressiva sull’immigrazione, l’opinione di Carlo Melagri, direttore del Cestim (Centro studi sull’immigrazione)
A cura di amismp

In tutto sono 142 paesi che hanno firmato la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati e 141 hanno aderito al Protocollo. I Paesi che hanno ratificato entrambi sono 138. La Libia – ma anche tra i Paesi del mediterraneo Libano e Siria – non ha aderito alla Convenzione, ne’ al protocollo. Dal 1981 e’ pero’ membro della Convenzione dell’Organizzazione dell’Unita’ africana del 1969 sui rifugiati africani.

Alla Libia vengono cancellate tutte le sanzioni imposte dalla Ue nel 1986 e anche quelle successive imposte nel 1992. Il dibattito a livello europeo era stato sollecitato dall’Italia che, nell’ambito della lotta all’immigrazione illegale, aveva chiesto la revoca dell’embargo per componenti e equipaggiamenti militari per poter fornire alla Libia i mezzi necessari al controllo delle frontiere.
L’embargo contro la Libia riguarda armi e equipaggiamenti militari (tra cui jeep, elicotteri, aerei e altri mezzi) e anche misure economiche, con il congelamento di fondi libici all’estero e il divieto nella fornitura di beni e servizi civili legati all’industria petrolifera.

I libici, ha dichiarato il
ministro Pisanu, ”confidano sulla nostra collaborazione per
quanto riguarda la formazione ed il know-how da fornire alle
loro forze di polizia”. E le attivita’ di formazione, ha spiegato
il direttore centrale per l’immigrazione, prefetto Alessandro
Pansa, ”riguardano il falso documentale, la polizia
scientifica, l’ uso di cani anti-droga ed esplosivi. Per l’
addestramento e’ previsto che i poliziotti libici vengano in
Italia, nelle nostre scuole di polizia”. ”I poliziotti libici,
inoltre – ha aggiunto – gia’ frequentano corsi di lingua
italiana presso la nostra ambasciata a Tripoli”.

L’ Italia
contribuira’, ha rilevato Pisanu, ”anche alla realizzazione di
strutture di prima accoglienza per i clandestini nel Paese
nordafricano che pero’ saranno autonomamente gestite dalla
Libia”. I libici, ha continuato, ”erano disponibili ieri a
farmi visitare i loro Centri, ma non ho avito il tempo di farlo;

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