Con il fiato sospeso

“…Una vicenda sempre più italiana. Che è diventato un modo gentile per dire una storia misteriosa, strana fin dall’inizio. Cominciata male – per le volontarie rapite e per l’informazione italiana – e continuata peggio.
Nessuno ha spiegato decentemente come sia stato possibile che un gruppo organizzato e addestrato in modo tanto “militare” sia andato in una sede di una organizzazione umanitaria a fare un appello nominale per scegliere chi portarsi via, e perché. ..”
La riflessione di Maso Volontarianni di Peacereporter sulla spirale di violenza in Iraq e sulla necessità di chiedere il cessate il fuoco
A cura di amismp

Un giro di opinioni tra gli operatori umanitari sul sito di Lettera 22

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