Bolivia e Cile: le frontiere che scottano

La corsa al riarmo del Cile, che dal 25 settembre riprenderà le manovre militari, preoccupa l?intera regione e adesso persino il governo boliviano che parla di una minaccia all?integrazione e alla pace della regione.
A cura di amismp Queste critiche sono giunte dopo che giornalisti locali hanno riportato la notizia dei nuovi acquisti di carri armati e altro materiale bellico da parte del governo di Santiago.
A questo allarme che finalmente è giunto tra le stanze del governo boliviano bisogna aggiungere, per avere una più chiara idea di quanto accade al confine tra Bolivia e Cile, che non si è mai spenta l’eco di scontri tra singole pattuglie, ora boliviane ora cilene, con i civili lungo le frontiere dei due Stati. Questi scontri, recentemente, hanno fatto chiedere dal dipartimento di Potosì la militarizzazione del confine dal lato boliviano per mettere fine alle incursioni di operai di multinazionali cilene che continuerebbero – così pare – a “invadere la Bolivia per rubare salnitro”.
Il 25 settembre inizieranno manovre militari cilene – definite di routine -, e il presidente boliviano Carlos Mesa intende discutere dell’annosa questione dello sbocco a mare per la nazione andina direttamente con l’Onu, denunciando il governo Cileno di fronte all’assemblea delle Nazioni Unite.
E che quel confine non sia solo una linea immaginaria lo testimonia l’esistenza di estesi campi minati sul lato cileno, campi che non sono ancora stati bonificati e di cui, anzi, non si parla proprio.
http://www.selvas.org/newsCH0104.html
(28/03/2004) Ancora armi per il Cile
Fregate, caccia F16, sottomarini e tanti tanti blindati nel carrello della spesa di Ricardo Lagos. Il Cile corre al riarmo, anche se di seconda mano. Ma contro quale nemico? Oppure, per appoggiare quale amico? E se tutto questo servisse per creare un appoggio internazionale verso nuove “canaglie”?

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