Le Tassazioni internazionali tra i “Millenium Goals”

Svolta storica e politica alla vigilia dell’Assemblea Generale dell’ONU. Lunedì scorso il presidente francese J. Chirac ha presentato, a nome dei presidenti Lula da Silva, J. Luis Zapatero e Ricardo Lagos, i risultati di un Rapporto quadripartito Francia, Brasile, Spagna e Chile, dove per finanziare gli “Obiettivi di sviluppo del millenio” (i Millenium goals tracciati dall’ONU nel 2000) si propone di istituire quattro possibili tassazioni internazionali:
Il comento di Vittorio Lovera, Presidente del Comitato Europeo per la Tobin Tax e operatore del Consorzio CAES.
A cura di amismp

Le quattro possibili Tassazioni internazionali:

– una tassa sulle transazioni finanziarie.
– una tassa ambientale sul trasporto aereo e marittimo.
– una tassa sui profitti delle multinazionali.
– una tassa sulla vendita di armi.

Nell’epoca della finanza selvaggia e del “libero” scambio delle merci dove si tende a diminuire le tasse indebolendo lo stato sociale, una proposta controcorrente di fiscalizazzione internazionale di tipo Tobin nel quadro delle Nazione Unite, anche se non viene fatta “in un’ottica di lotta alle speculazioni finanziarie”, come è scritto nel Rapporto del gruppo di lavoro sulle nuove forme di contributi internazionali redatto sotto la direzione dell’ispettore generale delle finanze Francese insieme ad ATTAC, alle ONG e ai rappresentanti del mondo sindacale, rappresenta un primo passo per finanziare lo sviluppo e ridurre drasticamente la fame nel mondo.

Nel momento in cui, tramite la defiscalizzazione, si favorisce il passaggio dal capitale produttivo o sociale alla finanza speculativa, come nel caso della legge delega sulla riforma delle pensioni e del passaggio del TFR dalle imprese alla finanza, ci auguriamo che questo primo passo permetta in un vicino futuro di controllare se non di bloccare, le speculazioni finanziarie.

Un’altra importante proposta del Rapporto è quella di tassare i profitti reali delle società transnazionali le quali, per il semplice fatto di essere presenti in molti paesi, riescono a non pagare le tasse sui loro profitti in nessun paese o in generale solo là dove questi sono tassati di meno quando non utilizzano direttamente i paradisi fiscali!
Ovviamente i meccanismi messi in atto per effettuare tali tassazioni sono da affinare e da verificare ma il semplice fatto che per una volta queste tasse internazionali non saranno applicate ai/alle lavoratori/trici, ai/alle pensionati/e o sugli/sulle utenti dei servizi, fa sì che meritino di essere sostenute.

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