Sudan: governo accetta risoluzione Onu su Darfur

Il Consiglio dei ministri del Sudan, in una seduta straordinaria presieduta dal vicepresidente Ali Osman Taha, ha dichiarato ieri di accettare la risoluzione n.1564 adottata sabato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu sul Darfur pur ritenendola “ingiusta”.
A cura di amismp Nel documento, approvato da 11 dei 15 Paesi che compongono il Consiglio, vengono minacciate “misure aggiuntive, tra cui sanzioni” (economiche, logistiche e diplomatiche previste dall’articolo 41 della Carta dell’Onu) ai danni del governo di Khartoum “o di suoi singoli esponenti” oltre che nel settore petrolifero. Si sono astenuti Cina, Russia, Pakistan e Algeria.
Il sottosegretario agli Esteri sudanese, Mutrif Sideeq, parlando all?emittente statale ?Radio Omdurman?, ha detto ieri:
“Riteniamo che la risoluzione sia difettosa e che mandi un messaggio sbagliato ai ribelli”; secondo altre fonti, le autorità di Khartoum hanno definito la presa di posizione dell?Onu “ingiusta”. Di tono opposto la reazione della Germania, che ha accolto con soddisfazione il testo del Consiglio di sicurezza, affermando per bocca del ministro degli Esteri Joschka Fischer che “nonostante qualche progresso registrato nelle ultime settimane, il governo di Khartoum va sollecitato ancora al rispetto degli impegni assunti”. Durante la discussione di sabato al Palazzo di vetro, sono emerse posizioni discordanti nei confronti del governo del presidente sudanese Omar el Beshir. Munir Akram, rappresentante del Pakistan in Consiglio di sicurezza, ha motivato l?astensione del suo Paese sulla risoluzione perchè il documento non riconoscerebbe “i progressi raggiunti” da Khartoum, riconosciuti anche nel rapporto del 15 settembre di Kofi Annan e del suo rappresentante speciale in Darfur. La Cina ? che aveva minacciato il ricorso al diritto di veto e che ha forti interessi petroliferi in Sudan ? ha apprezzato gli “enormi e inestimabili sforzi compiuti dall?Unione Africana nel tentativo di trovare una soluzione duratura alla crisi”, invitando la comunità internazionale a sostenere gli sforzi dell?organismo panafricano. Il pieno sostegno all?Ua emerge chiaramente dalla risoluzione e ne costituisce, forse, uno dei passaggio politici più importanti anche per il futuro del continente e per la gestione di altri conflitti africani.
Anche l?Algeria si è dichiarata contraria alla minaccia di sanzioni decisa dalla maggioranza del Consiglio, aggiungendo che si sarebbe aspettata un riconoscimento degli progressi compiuti da Khartoum.
Il rappresentante del Sudan all?Onu, Elfaith Mohamed Ahmed Erwa, ha detto che “il mondo intero ha rivolto il suo sguardo al Consiglio di sicurezza per vedere se sarebbe stato usato per motivi politici” e che la risoluzione “scoraggia la gente del Darfur invece di incoraggiarla a mantenere la collaborazione” con il governo di Khartoum. Erwa ha detto che la fretta e le pressioni esercitate per varare la risoluzione hanno contribuito allo stallo del negoziato di Abuja ed erano finalizzate solo a compiacere il Congresso Americano, che si ritiene “l’unica coscienza del mondo”.

Leggi l’articolo di Emanuele Sana di Warnews

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