Braccio di ferro USA-ONU: Bush chiama, la coalizione risponde

Continua la polemica sulle dichiarazioni di Kofi Annan, il Segretario Generale dell’ONU, che ieri ha dichiarato che l’attacco sferrato un anno e mezzo fa all’Iraq di Saddam Hussein non aveva copertura legale nel quadro del diritto internazionale.
Immediate le reazioni dei membri della “coalizione dei volenterosi”, tutti pronti a rispondere citando anche risoluzioni della stessa ONU. Tutti tranne il governo Italiano.
A cura di amislc L’amministrazione Bush ha affidato al portavoce del Dipartimento di Stato Richard Boucher sostenere che l’invasione era giustificata dalla risoluzione ONU 1441 del Novembre 2002, in cui si avvertiva il regime di Saddam Hussein delle “gravi conseguenze” che avrebbe avuto non applicando una politica di disarmo.
I vari alleati degli USA si sono affrettati a difendere la propria condotta e rilanciare sulla piena legittimità della guerra.
Lo ha fatto l’Australia del contestatissimo premier John Howard, che ha addirittura sostenuto la completa “paralisi dell’organismo ONU, incapace di fronteggiare le crisi internazionali. Dal Regno Unito è arrivata invece l’assicurazione che la guerra era “non solo legale ma anche necessaria”.
Hiroyuki Hosoda, portavoce del governo giapponese, ha chiesto chiarimenti ufficiali sulle parole di Kofi Annan, mentre il portavoce del Ministero degli Esteri polacco, Boguslaw Majewski, ha ribadito la base legale delle decisioni prese dalla coalizione.
Per la Bulgaria Guergana Grantcharova ha citato altre risoluzioni ONU che avrebbero legittimato l’intervento militare.
Il Governo italiano si limita al “riserbo assoluto sull’Iraq” affidato alle parole di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

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