Nucleare:probabile ultimatum degli USA all’ Iran.

La minaccia che certi paesi possano dotarsi dell’arma nucleare torna alla ribalta della cronaca per le ultime notizie provenienti dall’Iran. Si è scoperto che il governo iraniano conduce esperimenti nucleari, a sua detta per produrre energia elettrica,dunque a scopi pacifici, ma il programma di aumento delle risorse di uranio preoccupa gli USA che temono per la sicurezza internazionale.
A cura di amislt Mentre a Vienna è in corso una sessione cruciale del consiglio dei governatori dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (AIEA) l’Iran ha respinto la richiesta di Francia,Germania e Gran Bretagna,che da oltre un anno conducono trattative sul nucleare con Teheran,di sospendere tutte le attività legate all’arricchimento dell’Uranio.
Infatti l’ex presidente Rafsanjani sostiene che l’Iran non può rinunciare al legittimo diritto di usare la tecnologia nucleare a fini pacifici,notizia riportata dall’agenzia Ansa il 15/9.
Dunque torna alla ribalta la minaccia nucleare,che troppo spesso viene lasciata nel dimenticatoio dagli organi di stampa.
E’ solo grazie ai recenti fatti di cronaca come la presunta esplosione nucleare in Corea del Nord della scorsa settimana e quest’ultima “rivelazione” degli esperimenti nucleari in Iran che torna d’ttualità il problema.
La realtà dei fatti è che la minaccia nucleare è sempre presente e non sono pochi i paesi che fanno esperimenti sull’energia atomica e che potrebbero portarli a dotarsi di un’arma atomica per uso militare.
La posizione degli USA in merito, continua Rafsanjani, è ovviamente di “prepotenza”,senza troppi fronzoli diplomatici,e sono già pronti a lanciare un ultimatum all’Iran per cessare entro novembre il programma di arricchimento dell’uranio,ma anche la posizione dell’Europa,benchè basata su espedienti diplomatici persegue il medesimo obiettivo degli stati uniti.
Tutto questo scenario ripropone il problema di come sia difficile per l’occidente controllare le politiche economiche e militari di questi paesi e di come risolvere diplomaticamente le crisi che via via si possono aprire, e ancora quanto delicato sia mantenere un certo equilibrio nei rapporti internazionali.

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