Nono giorno: bombe, sequestri e silenzio

Comunicato di Un Ponte per…
Nono giorno. Ogni mattina ricomincia sempre uguale: bombardamenti sulle città, autobombe colpiscono civili in mezzo alla strada, altri sequestri. Molti analisti parlano, almeno per Baghdad, di ?scenario impazzito?, ?fuori controllo?.
A cura di amismp Altri scrivono e ipotizzano cose sbagliate e qualche volte sgradevoli. Noi continuiamo con angoscia e orrore a vivere nel silenzio. Nel desiderio che questo si faccia speranza.
Per la nostra cultura e nel rispetto di tutte le vite umane, da sempre, se avessimo qualcosa da dare per la liberazione di tutti gli ostaggi, la daremmo.
Ma al momento abbiamo solo la nostra chiarezza. Raccogliamo appelli (ieri, della Confederazione dei sindacati arabi, delle organizzazioni delle donne algerine, della comunità mussulmana di Regina Coeli a di Chomsky, Angela Davis, Susan Saradon e tanti altri) e messaggi di solidarietà, cerchiamo di fare capire chi siamo e cosa facciamo.
In molti ci state invitando a iniziative di solidarietà e testimonianza che approviamo e che sostengono ogni giorno le nostre ragioni contro la guerra e per la solidarietà a tutte le genti dell?Iraq. Grazie. Come abbiamo già detto, non possiamo partecipare. In questo momento tutti i nostri sforzi sono rivolti alla liberazione degli/delle ostaggi. Alla meravigliosa solidarietà che in tanti esprimete. E al silenzio. Salam.

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