COLOMBIA: MARCIA PER LA PACE E RISPETTO DELLA VITA

Oggi,in Colombia, è partita la marcia degli indigeni per la pace e per il rispetto della vita. La manifestazione pacifica, denominata “Minga”, vuole protestare contro i paramilitari che calpestano i loro diritti umani, scacciandoli dai loro territori con la violenza.
A cura di amisam L’iniziativa ha dato il suo via da Piendamò, Dipartimento di Cauca, e terminerà durante il fine settimana a Calì, capitale del dipartimanto di Valle del Cauca.
Gli indigeni colombiani sono coinvolti indirettamente nella ultra decennale guerra civile del Plan Colombia.
Il Piano ha generato un’intensificazione del conflitto armato nel Paese, ma sta anche provocando degrado ecologico, insicurezza alimentare e problemi di salute a causa delle fumigazioni con glifosato effettuate in varie zone. Vengono bombardati villaggi e insediamenti; si distruggono strade e ponti; si commettono massacri e uccisioni di dirigenti; il libero movimento di alimenti e medicine è controllato; i minori sono reclutati con la forza. Tutto ciò non è altro che violazione dei principali diritti di queste comunità e del diritto internazionale umanitario. La lotta dell’esercito contro l’insurrezione, appoggiata adesso direttamente dagli Stati Uniti, rafforza la guerra e quindi i fattori che portano al trasferimento forzato delle popolazioni indigene.
Negli ultimi dieci anni circa 15.000 indios colombiani sono stati espulsi dai loro territori a causa della guerra civile, mentre l’ Alto Commissariato dell’ ONU per i Diritti Umani ha segnalato che nel 2003 un centinaio di capi ed autorita’ degli indios della Colombia sono stati assassinati. Fino al 30 novembre 2003, si sono registrati 171 casi di violazione, superando del 20% i casi dell’anno precedente, con un bilancio stimato di poco più di 7.000 “vittime”, di cui 409 vittime di violenze individuali (assassinio, sparizione, tortura,…) e circa 6595 persone vittime di violazioni collettive contro le comunità (controllo degli alimenti, incursioni territoriali, …).
Il movimento indigeno colombiano, attivo da circa 30 anni, è stato generalmente considerato con diffidenza dai gruppi guerriglieri per l’indipendenza politica che lo ha sempre caratterizzato. Questi tentano in ogni occasione di subordinarlo ai propri interessi. I paramilitari, invece, lo considerano un movimento sovversivo, per cui tendono a distruggerlo. Ciò dimostra la difficile e complessa posizione delle comunità indigene, che sopravvivono in mezzo a un conflitto nei cui confronti si sono dichiarati neutrali.

Leggi l’articolo completoLa guerra invisibile

Top