SUDAN: nessun negoziato ma forse appoggio di Nato e Lega Araba

Ad Abuja (Nigeria) i negoziati di pace intersudanesi sono in una fase di stallo. Sul finire della settimana scorsa vi era stato un contatto da parte di un vice-segretario generale Onu e la Nato.
A cura di amismp/ansa Secondo una fonte molto vicina al segretario generale dell’Onu, si tratterebbe di una fase esplorativa. Ma gia’ ”alla fine di agosto”, il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, e quello della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, ne avevano parlato al telefono. Tra i possibili compiti che potrebbe assolvere la Nato spicca ”la pianificazione”, in cui l’Unione africana non ha l’esperienza maturata dall’Alleanza atlantica. Altre modalita’ di sostegno ipotizzate a livello personale dalla fonte, sono quelle del ”comando e controllo e della logistica”.
Non e’ previsto quindi l’invio di soldati, ne’ un ruolo ‘politico’ dell’organizzazione, limitando quindi il ruolo della Nato a quello svolto finora dall’Alleanza atlantica in Iraq a sostegno del contingente multinazionale guidato dalla Polonia.
Sarebbe la prima volta che l’Alleanza atlantica mette un piede in Africa, dopo che era uscita dal suo tradizionale perimetro?difensivo’ con la missione Isaf in Afghanistan che guida dall’anno scorso.
L’ultimo incontro tra il governo del Sudan e i ribelli attivi in Darfur, é durato circa dieci minuti. Uno dei rappresentanti di Khartoum al negoziato ha incolpato direttamente gli Stati Uniti per questo nuovo stallo, sottolineando che le dichiarazioni di genocidio rilasciate dal ministro degli esteri Usa, Colin Powell, qualche giorno fa, “hanno portato i nostri fratelli (i ribelli, ndr) ad arroccarsi sulle proprie posizioni” per usare le parole del vice ministro degli esteri sudanese Najeib Abdelwahab. I ribelli, invece, si dicono frustrati del fatto che Khartoum rifiuti qualsiasi trattativa su un accordo politico relativo al Darfur, anteponendo solo richieste di disarmo e accantonamento delle forze anti-governative. I mediatori, comunque, non hanno escluso che la discussione possa riprendere oggi stesso.
Intanto, i ministri degli esteri arabi – riuniti al Cairo nei giorni scorsi – hanno dichiarato il loro appoggio al governo del Sudan, soprattutto per la minaccia di sanzioni (non altrettanto unanime e’ stata invece la discussione a proposito della Siria, a sua volta nel mirino di sanzioni proposte da Washington per le sue interferenze in Libano).

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