ACQUA: ENTRO DICEMBRE REGIONI DOVRANNO VARARE PIANI TUTELA

Tocchera’ alle regioni l’approvazione
entro il 31 dicembre prossimo i piani regionali di
salvaguardia delle acque. Lo stabilisce una nuova circolare del ministero dell’ambiente
A cura di ansa Finora una chiara interpretazione e una corretta applicazione
delle leggi vigenti era ostacolata dal fatto che ai fini della
tutela delle acque dalle sostanze pericolose devono essere
fissati obiettivi in modo uniforme su tutto il territorio
nazionale. Il nuovo provvedimento conferma che spetta ai piani
regionali l’individuazione degli strumenti e delle modalità di
tutela dello stato di salute delle acque anche dagli scarichi di
sostanze pericolose. Le regioni sono quindi tenute nella
predisposizione dei loro piani di tutela, a svolgere un’attività
conoscitiva delle pressioni, soprattutto urbane, agricole e
industriali, compresa la gestione degli scarichi di impianti nei
quali si trattino sostanze potenzialmente a rischio e dei fanghi
derivanti dagli impianti di depurazione. Proprio in
considerazione della presenza di pericoli di tossicità,
persistenza, bio-accumulazione di alcune sostanze negli scarichi
e nelle acque reflue industriali le autorità competenti, in sede
di autorizzazione, sono tenute a introdurre valori-limite di
emissione piu’ restrittivi di quelli fissati ai sensi della
normativa generale. L’innalzamento dei limiti in sede di
autorizzazione è condizionato oltre che alla tipologia di
attività che comporti la produzione, la trasformazione o
l’utilizzazione delle sostanze pericolose considerate nella
normativa vigente, alla presenza accertata di tali sostanze in
quantità o concentrazioni superiori ai limiti di rilevazione
delle metodiche analitiche disponibili. Le prescrizioni più
severe dovranno comunque essere adeguatamente motivate e i tempi
della loro esecuzione dovranno essere compatibili con
l’accertato impegno degli operatori industriali di porre rimedio
e adeguarsi a standard qualitativi più elevati

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