Argentina: blocchiamo la deforestazione!

Sono stati liberati gli attivisti di Greenpeace, arrestati il 30 agosto scorso nella città di Tartagal, 1800 chilometri a nord di Buenos Aires : sono tutti componenti del team dei ?giaguari? che, in sella a moto maculate, cercano di bloccare i bulldozer che distruggono la foresta argentina nella provincia di Salta.
Sergio Baffoni, responsabile della campagna foreste di Greenpeace, ci parla della deforestazione in Argentina e in Amazzonia
A cura di amismp

Tra essi c’erano anche Martin Prieto, il direttore di Greenpeace Argentina e perfino l?avvocato che segue l?associazione.
Gli attivisti stavano semplicemente filmando l?opera dei bulldozer che disboscano per preparare il terreno all?agricoltura industriale e sono stati fermati con l’accusa di ?violazione di proprietà privata? che non prevederebbe normalmente la detenzione in carcere.
Le foreste vengono distrutte per coltivare la soia geneticamente modificata della Monsanto, impiegata per allevare maiali, pollame e bovini di Europa e Cina.
L’Argentina vuole incrementare le proprie coltivazioni di soia ed arrivare a 14 milioni di ettari:
per il 98% si tratta di soia transgenica, visto che questa pianta non potrebbe crescere naturalmente laddove si trovano queste importanti foreste tropicali argentine.
L’Argentina è il primo esportatore mondiale di soia e per rispondere alla domanda del mercato internazionale si distruggono le originarie foreste: per ogni tre tonnellate di soia, se ne va un ettaro di terra. Lo stesso avviene anche in Paraguay, Bolivia e nel sud del Brasile.
In Argentina il boom della soia è iniziato nel 1996 quando la Monsanto ha introdotto nel paese le prime sementi geneticamente modificate, aprendo la strada a gravi problemi sociali e ambientali. La distruzione delle foreste di Yungas e Grande Chaco ai danni delle comunità locali e dei popoli indigeni. I ?baroni della soia? pagano la polizia locale per minacciare la gente a lasciare la propria casa, facendo anche uso delle armi.

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