L’Aia: il tribunale internazionale impone l’avvocato a Milosevic

I giudici dell’Aia hanno deciso che Slobodan Milosevic, alla sbarra per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, debba essere rappresentato in tribunale da un avvocato, per evitare che le sue cattive condizioni di salute rallentino ulteriormente il lungo processo.
A cura di amislc L’ex presidente serbo soffre di alta pressione ed è a continuo rischio di arresto cardiaco, ma dall’inizio del processo (nel febbraio del 2002) aveva rifiutato di servirsi di un avvocato per non legittimare, a suo dire, il tribunale che lo sta giudicando.
Nella prima, e finora unica, deposizione in sua difesa l’ex leader di Belgrado ha rovesciato le accuse rivolgendole a quei paesi che, sempre a suo dire, avevano interesse a smembrare la Repubblica Federale Socialista di Yugoslavia: la Germania ed il Vaticano in primis.
La corte non ha ancora reso noto il nome dell’avvocato designato alla difesa di Milosevic, ma ha reso noto che la decisione è stata accelerata dal rifiuto dell’imputato di assumere i farmaci per il controllo della pressione.

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