Colombia: governo condannato per massacro Puerto Boyaca’

La Corte interamericana dei diritti umani (Cidh) ha condannato il governo della Colombia a pagare entro un anno un risarcimento di 6,5 milioni di dollari ai familiari delle vittime del massacro di Puerto Boyacá, tristemente noto per aver dato i ‘natali’ al fenomeno del paramilitarismo.
A cura di amismp Il comune era sorto a metà Anni ‘30 su una sponda del fiume Magdalena per favorire il trasporto dell’oro nero estratto nella zona dalla ‘Texas Petroleum Company’.
Nell’ottobre del 1987 diciannove commercianti vennero assassinati dai paramilitari e i loro corpi fatti a pezzi e gettati nelle acque del Magdalena: i responsabili, le cosiddette ‘autodifese civili’, all’epoca legalizzate nonché coordinate e addestrate dall’esercito, accusarono le vittime di essere complici dei gruppi guerriglieri attivi nella regione del Magdalena Medio.
La sentenza della Cidh, emessa ieri dalla capitale costaricana San José, sede del tribunale, è inappellabile e impone all’esecutivo colombiano 23 distinte sanzioni: sostenendo che le indagini della magistratura colombiana sul caso furono “insoddisfacenti”, il tribunale panamericano chiede che lo Stato riconosca formalmente la propria responsabilità, paghi un congruo risarcimento ai familiari dei ‘campesinos’ uccisi, riapra il caso per attribuire nomi e cognomi agli autori della strage e recuperi i resti delle vittime.
È di fatto la prima volta che una corte internazionale condanna la Colombia per aver autorizzato la creazione e contribuito al progressivo rafforzamento dei cosiddetti ‘gruppi di autodifesa civile’, prima che una sentenza della Corte suprema nel maggio 1989 dichiarasse incostituzionale la norma di cui all’articolo 33 del decreto 3398 del 1965 (convertito in normativa permanente dalla legge 48 del 1968) che attribuiva al ministero della Difesa “la possibilità di rilasciare, attraverso i comandi dipendenti il porto di armi da guerra ai privati cittadini quando lo si riteneva opportuno”. Sul caso vennero indagati e poi assolti alcuni paramilitari, mentre altri imputati rimasero uccisi durante scontri con fazioni di ‘autodifese’ rivali prima di essere sottoposti al processo.
“Il nostro è uno Stato di diritto e dobbiamo rispettare le decisioni dei tribunali” è stata la risposta del presidente colombiano Alvaro Uribe alla notizia della sentenza. È la terza volta che la Cidh si pronuncia contro Bogotá per la sua responsabilità in assassinii di civili e decretando il risarcimento dei parenti. La prima sentenza risale al 1994: in quell’occasione il tribunale ordinò al governo di pagare 90.000 dollari ai familiari di due ‘campesinos’, Isidro Caballero e Maria del Carmen Santana, arrestati e uccisi dalle forze armate colombiane nel 1989 perché sospettati di appartenere al gruppo guerrigliero M-19. Nel 2002 la Cidh emise un analogo pronunciamento per l’esecuzione arbitraria di sette contadini per mano della polizia perpetrata nel 1991 nella regione meridionale del Putumayo, conosciuta come ‘caso Palmeras’.

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