A Carlo

Sono passati tre anni dai giorni in cui le moltitudini scesero in piazza contro i potenti della terra ritrovatisi a Genova per la messinscena del teatrino del G8.
A cura di amislc Il 20 luglio 2001 la mano di un carabiniere, con particolare precisione, mirò e uccise Carlo Giuliani, dopo che altri colpi di pistola furono sparati contro il corteo dei disobbedienti proveniente dal Carlini. Il bilancio di sangue sarebbe stato ancora più alto se non ci si fosse difesi.

Furono giornate di brutale e ferocia repressione di cui oggi le testate dei giornali più importanti non parlano. E invece parlare di quello che avvenne nella settimana del G8 2001 significa capire quello che è successo in questi tre anni sia sulle inchieste e i teoremi giudiziari creati per imbavagliare il movimento, sia per la continuità con cui si sono portate avanti le mobilitazione contro la guerra, il diritto di asilo, i diritti di cittadinanza. Oggi alcune cose sono cambiate grazie a quella moltitudine che scese nelle strade e, malgrado tutti i tentativi di fermarla, non cessa di riprodursi. Crediamo che questo sia il modo migliore di ricordare Carlo Giuliani, ragazzo.

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