Peru’: la sfida dei movimenti sociali

“Un altro Peru? possibile” rappresenta la sfida che i movimenti popolari e sociali del Peru? stanno costruendo con fatica per dare una risposta unitaria alla grave crisi generale che attanaglia il paese andino. In questo ultimo periodo si assiste ad una escalation di violenza, segno inquietante dell?esplosione di decine di conflitti sociali nella regione metropolitana di Lima come nella Sierra andina e nella Selva amazzonica. Da Lima, ci ha scritto Cristiano Morsellin, giornalista ed educatore:
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A cura di amismp Lima
Giovedi 8 luglio tutto il Peru? e? stato paralizzato da un massiccio sciopero generale promosso dalla Federazione generale dei lavoratori del Perú ? CGTP,il principale sindacato del paese andino. Purtroppo nel centro di Lima, piazza 2 di Maggio, si sono concentrate appena tre mila scioperanti nel comizio generale mentre nelle zone periferiche delle Ande come della Selva amazzonica il 80% dei lavoratori e? sceso in piazza a protestare contro il governo Toledo, oramai ostaggio della corruzione imperante, che ha spinto il paese in una grave crisi non solo economica, che attanaglia il 70% dei peruani, ridotti alla miseria e alla fame.
I sondaggi indicano un misero 8% di approvazione del Presidente Toledo che ha promosso una fantomatica crescita del 5% del PIL (Prodotto Interno Lordo) mentre l?intero popolo e? costretto alla sopravvivenza, al di sotto della soglia della povertá.
Questo e? il paradosso di quanta disuguaglianza strutturale puo? emettere uno stato di diritto dove la democrazia e? solo apparente, dove incombe la minacciosa presenza di un sistema mafioso onnipresente di fujimorista memoria…
Dopo un decennio di dittatura di Fujimori, l?establishment politico dell?intero paese non si vergogna a riunirsi al matrimonio della figlia del profugo Fujimori (Vedi Campagna ) mentre rimane vigente la Costituzione imposta da Fujimori che, con il governo Toledo, tenta di addomesticare e imbavagliare la giustizia, attaccando i procuratori anti-corruzione Gammara e Vargas Valdivia.
Si tratta di un paese allo sfascio che si trova al centro di interessi strategici in uno scenario geo-politico ricco di risorse naturali, biodiversitá e COCA (l?Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga ONUDD ha stimato che la produzione illegale di coca in Peru? raggiungera? i 112 milioni di dollari quest?anno): il Plan Colombia, oggi Plan Patriota, sta regionalizzando il conflitto e le nefaste conseguenze colpiscono anche l?amazzonia peruana; la negoziazione del Trattato di Libero Commercio TLC e ALCA (vedi articolo “Oposicion Peruana al TLC y ALCA ) tra USA e Peru? sta dimostrando come l?egemonia statunitense possa facilmente calpestare la sovranitá nazionale del paese andino…

Sul piede di guerra sono i contadini cocaleros, i lavoratori nella sanita? pubblica, i maestri della SUTEP e tutto il popolo che sopratutto in provincia, si e? scagliato contro le autorita municipali corrotte (fino all?estremo linciaggio e morte del sindaco di Llave-Puno lo scorso 26 aprile, per non dimenticare le violenze di Ayacucho del giugno scorso), riportando alla dura e spietata realtà di un paese sudamericano, che finora non è riuscito neanche a mettere in agenda il tema della governabilità.

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