Gran Bretagna: Blair perde seggio

Nelle elezioni suppletive svoltesi ieri in Gran Bretagna, il Partito Laburista di Toni Blair ha perso un seggio dato per sicuro, a favore dei liberal-democratici, che si opposero all’intervento militare e ne ha riconquistato un altro non meno certo, ma soltanto di strettissima misura.
A cura di amismp Scagionato da personali responsabilità nel rapporto d’inchiesta appena reso noto da lord Robin Butler sull’inesistenza delle armi di sterminio di Saddam Hussein addotte come ragione principale per giustifcare la guerra in Iraq al fianco degli Stati Uniti, Tony Blair ha comunque dovuto pagare subito un primo prezzo politico per il controverso coinvolgimento del Regno Unito nel conflitto, inviso all’opinione pubblica.
 
Nella circoscrizione di Leicester Sud, nel centro dell’Inghilterra, i liberal-democratici si sono imposti con uno scarto di oltre 1.600 voti; nelle elezioni generali i laburisti lo avevano conquistato con un margine superiore ai tredicimila. A Birmingham, inoltre, il Labour ha sì mantenuto il seggio corrispondente alla circoscrizione di Hodge Hill, ma con uno scarto di appena 460 suffragi contro gli undicimila di tre anni fa: un patrimonio in termini di consenso che è ormai andato quasi completamente perduto, e che il successo puramente numerico non basta a compensare.

Si tratta di un vero e proprio segnale d’allarme per Blair, la cui presa sul governo e sul Paese appare sempre più in dubbio: a maggior ragione se si considera che alle politiche si dovrebbe andare entro meno di un anno, dunque quando “l’effetto-Iraq” verosimilmente sarà ben lungi dall’essersi esaurito.

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