Italia: rinviata a domani la commissione di vigilanza Rai

La riunione della Commissione di Vigilanza sulla Rai e’ stata aggiornata alle 14,00 di domani mentre erano in corso le dichiarazioni di voto. Si voterà il documento delll’Udc e la mozione dell’opposizione sulla questione Rai. Ieri sera è stato proposto all’Udc un documento unitario di tutta la maggioranza, che l’Udc ha rifiutato. Un eventuale voto dell’Udc insieme all’opposizione potrebbe incrinare ulteriormente i rapporti tra i partiti di governo.
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A cura di amismp/ansa Nessun accenno alla gestione della Rai ma un’indicazione chiara e netta sulla scadenza dell’attuale cda.
Per ”superare la situazione in cui si trova attualmente il vertice della Rai”, premette il documento, alla luce delle
dimissioni del presidente di garanzia Lucia Annunziata e delle
nuove regole dettate dalla Gasparri per il consiglio di Viale
Mazzini, il cda deve sciogliersi ”subito dopo” aver completato
il processo di fusione Rai spa-Rai Holding e ”comunque non
oltre il 30 settembre”, termine indicato nel documento come
data ”presumibile” per l’entrata in vigore del nuovo Statuto.
Ma e’ proprio contro l’indicazione del 30 settembre che si
scagliano gli alleati della Cdl che contestano anche l’
inutilita’ giuridica della mozione visto che la nuova legge di
sistema ha tolto alla Vigilanza il potere di revoca dei vertici
di Viale Mazzini. ”Una mozione irricevibile perche’ la fusione
potrebbe andare avanti fino a ottobre-novembre” sostiene il
responsabile Informazione di Fi Paolo Romani per il quale
l’attuale cda puo’ andare avanti fino alla prima offerta
pubblica di vendita delle azioni della Rai.
E oltre ai rilievi tecnico-giuridici sulla validita’
della mozione, gli alleati hanno attaccato, nei giorni scorsi, l’Udc anche dal punto di
vista dell’opportunita’ politica di un voto congiunto con le
opposizioni.
La risoluzione dell’Udc
e’ autonoma ma ricalca la mozione dell’opposizione” dice il
capogruppo della Margherita in Vigilanza annunciando piena
convergenza. Si spinge oltre il diessino Giulietti per il quale
”da oggi questo Cda e’ gia’ abusivo perche’ non gode piu’
neanche della maggioranza politica del Paese”. E se Franco
Giordano (Prc) sottolinea ”la valenza molto forte” del
documento dei centristi annunciando il proprio voto, il verde
Pecoraro Scanio invita i vertici Rai ”a prendere atto della
situazione e dimettersi subito”.

il comunicato dell’Usigrai:
La fusione fra Rai e Rai Holding segna l?avvio di un processo che avrà un impatto notevolissimo sull?azienda. La Rai non può pensare di affrontarlo tenendo sostanzialmente all?oscuro del percorso i dipendenti e le loro rappresentanze sindacali. Questa è la posizione che l?Usigrai ha espresso al Direttore Generale nell?incontro convocato secondo le disposizioni della legge sulle fusioni sociatarie. La garanzia data dall?azienda che la fusione non avrà conseguenze sui livelli di organico non basta a chiarire i molti interrogativi che la legge Gasparri suscita anche sul versante degli assetti societari. L?ingresso di capitali privati avrà inizio fra pochi mesi, ma l?azienda sembra limitarsi ad attendere le decisioni del governo in materia senza prospettare un progetto che faccia salvo il ruolo del servizio pubblico. Intanto il nuovo Statuto introduce la possibilità di rilevanti modifiche negli assetti di vertice (amministratore delegato, vicepresidente, comitato esecutivo) delle quali nessuno ha spiegato la necessità funzionale e che sembrano piuttosto preludere a operazioni di spartizione politica. Si rischia una Rai ancor meno caratterizzata come servizio pubblico e ancor meno autonoma.

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