Cap Anamur: fine dell’odissea?

Questa mattina, la Cap Anamur è entrata a Porto Empedocle. I 37 profughi a bordo sono stati trasferiti in un centro di accoglienza in attesa della definizione del loro staus giuridico. Dopo Malta, anche Berlino si chiama fuori “L’Italia è responsabile di tutte le questioni relative al diritto di immigrazione e al diritto d’asilo”.
Ai nostri microfoni Giuseppe De Mola, di Medici Senza Frontiere
A cura di amissg

Intorno alle 10,00, la Cap Anamur è stata autorizzata ad attraccare a Porto Empedocle e alle 12,00 sono sbarcati i 37 profughi, subito trasferiti in un centro di accoglienza, per il momento non è stato reso noto in quale. Si trovavano sull’imbarcazione dal 20 giugno scorso, quando la nave umanitaria tedesca li ha salvati da un gommone in avaria in pieno mediterraneo.

Ci sono voluti 10 giorni di sforzi diplomatici e di appelli da parte della società civile per smuovere un asituazione che rischiava di degnerare. Ieri, la Cap Anamur è rimasta all’ancora a circa un miglio dalla costa, in attesa di poter entrare in porto.
Resta al vaglio dell’autorità giudiziaria la posizione del comandante, il tedesco Stefan Schmidt. L’uomo, che verrà ascoltato oggi dalla polizia, rischia un’incriminazione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Ma per i 37 profughi l’odissea non è finita. Il loro caso di richiedenti asilio su una nave tedesca attraccata in un porto italiano non è contemplato nè dalla legge italiana nè da quella internazionale. Si trovano in un limbo giuridico, come ci ha spiegato Giuseppe De Mola, di Medici Senza Frontiere

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