Aja: giustizia contro il muro in Palestina

Venerdì 9 Luglio, è arrivata la tanto attesa sentenza della Corte Internazioanale dell’Aja: “la costruzione del muro, da parte di Israele, potenza occupante, nei Territori Palestinesi Occupati e all’interno ed attorno a Gerusalemme, è contraria al diritto internazionale”. Il muro deve dunque essere smantellato e i Palestinesi con proprietà confiscate per la sua costruzione, hanno diritto ad un risarcimento. Sulla storica decisione sugli sviluppi politci in Europa, abbiamo chiesto un commento a Luisa Morgantini, presidente della delegazione del Parlamento Europeo per
le relazioni con il Consiglio Legislativo Palestinese:
A cura di amismp

Il Parlamento Europeo si era già opposto alla costruzione del muro di
separazione in un dibattito all’interno della sessione plenaria. I
deputati avevano anche richiesto, nella risoluzione sulle priorità dell’UE
in vista della sessantesima sessione della Commissione ONU per i diritti
umani, del 10 febbraio 2004, ” di promuovere in sede di Commissione per i
diritti umani delle Nazioni Unite un’iniziativa concreta concernente la
gravissima situazione nei territori palestinesi per arrivare a una
soluzione giusta e durevole del conflitto e per mettere fine
all’occupazione, alla repressione e alla costruzione del muro in
violazione del diritto internazionale”.
Luisa Morgantini ha aggiunto che l’Unione Europea deve mettere in atto
ogni possibile azione, compresa la sospensione dell’accordo di
associazione con Israele nonchè la promozione della presenza di forze
internazionali, per garantire l’applicazione del regolamento della Corte,
per la ripresa dei negoziati e la fine dell’occupazione, perché “la pace
può essere raggiunta solo con il rispetto della legalità”.

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