L’untitrust europeo indaga sui costi decoder italiano

In una lettera che è stata trasmessa al Governo italiano, con richiesta di chiarimenti, la UE afferma di ritenere che gli incentivi per l’acquisto dei decoder potrebbero aver turbato il mercato e rafforzato le posizioni dominanti, in particolare quelle di RAI e Mediaset.
A cura di amismp Il richiamo della UE rappresenta una risposta all’azione di denuncia portata avanti dal Movimento di difesa del cittadino che, come già Adiconsum, aveva protestato contro le modalità di sostegno alla diffusione della Tv digitale. Denunce rafforzate anche dagli esposti dell’emittente Europa7, secondo cui gli aiuti di Stato previsti dalla Finanziaria per il digitale terrestre rappresentano una violazione delle norme comunitarie.
Proprio il Movimento, per bocca del suo responsabile TLC Francesco Luongo, ha fatto sapere di non essere in alcun modo sorpreso per l’intervento della UE visto che “al danno di aver acquistato dei decoder su cui non si vede nulla o al più qualche sparuto canale, si potrebbe aggiungere la beffa, soprattutto per i commercianti che li hanno messi in vendita, di dover pure restituire o di non ricevere mai i 150 euro del contributo statale”.
La richiesta di chiarimenti della UE arriva in un momento piuttosto delicato per il settore, nonostante le buone cifre di vendita pubblicizzate dal consorzio DGTVi e le ottimistiche previsioni di certi esperti. Nel recente passato, infatti, l’Autorità per le TLC aveva sottolineato come a fine aprile si vedessero ancora solo pochi canali e per giunta ben poco interattivi.
Sul tutto pesano poi i lavori dell’Antitrust italiano che, come noto, ha recentemente aperto una indagine sulle modalità di pubblicizzazione degli acquisti del decoder. A questo proposito il Movimento Difesa del Cittadino ha predisposto un’area del proprio sito dal titolo emblematico, SOS Decoder, per tutti coloro che hanno comprato un decoder e vogliono denunciarne la sostanziale inutilità.
Va detto comunque che il Governo proprio recentemente ha difeso le scelte fatte. A questo proposito il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri ha risposto alle critiche affermando, dopo gli accordi sui diritti del calcio, che il digitale terrestre “non è una scatola vuota”.

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