Aids: epidemia globale e disinformazione

L’Onu lancia l’allarme Aids: India il paese più a rischio. In Italia il vero pericolo è la disinformazione. A questo proposito abbiamo sentito Fernando Aiuti, presidente di Anlaids
A cura di amissg

Le persone sieropositive nel mondo sono 38 milioni, secondo il rapporto annuale dell’UnAids, l’organo delle Nazioni Unite che si occupa della diffusione dell’Aids. L’allarme, dunque, non è cessato: nell’ultimo anno il numero dei contagi è aumentato di 1,1 milione. I paesi più a rischio sono Cina, India, Indonesia, Vietnam e Cambogia. L’area del mondo maggiormente colpita è l’Africa sud-sahariana, con 5,3 milioni di sieropositivi, ma è l’India il paese dove si rischia un’escalation della malattia (5,1 milione di nuovi malati) in assenza di un programma per arginare il virus.
I dati emersi dal rapporto sono preoccupanti. Si delinea un’epidemia di ‘implicazioni globali’, nelle aree più colpite, infatti, vive il 60 % della popolazione mondiale.

Dall’11 al 16 luglio si svolgerà, a Bangkok, la quindicesima edizione della Conferenza internazionale sull’Aids. Obiettivo è il cosiddetto “3×5”, fissato dall?Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che mira a garantire l?accesso alla terapia antiretrovirale a tre milioni di persone entro il 2005. Allo stato attuale, questo obiettivo appare impossibile

In Italia il rischio di un aumento della diffusione della malattia è concreto. Studi recenti denunciano un incremento dei comportamenti a rischio dovuto alla scarsa informazione, soprattutto delle generazioni più giovani. Negli ultimi anni, il nostro paese ha abbassato la guardia nei confronti dell’Aids.
Uno studio effettuato su 5.755 persone in 60 centri di ricerca e in sei università italiane e presentato ieri, ha tracciato il nuovo identikit del sieropositivo italiano: maschio di 37 anni di buona cultura. Ma gli identikit possono essere pericolosi: siamo tutti a rischio, come ci ha spiegato Fernando Aiuti, presidente di Anlaids

Top