Etiopia: 2a giornata Vertice Ua

Seconda giornata di incontri tra i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione Africana, presieduta dal presidente nigeriano, Olusegun Obasanjo, che ricoprirà per i prossimi 12 mesi l’incarico di presidente dell’Ua rilevando il suo omologo mozambicano Joaquim Chiassa. L?agenda di ieri, in particolare, si è articolata sui tre scenari più complessi del continente in questo momento: la guerra e la conseguente crisi umanitaria nel Darfur (Sudan occidentale), le tensioni tra Repubblica Democratica del Congo e l?irrisolta spaccatura tra ribelli e governo in Costa d?Avorio. Tema centrale del vertice è la risoluzione dei conflitti anche attraverso la creazione di un esercito africano, al fine di favorire lo sviluppo economico sociale e politico del Continente Africano.
L’opinione di Massimo Zaurrini, della redazione dell’agenzia Misna:
A cura di amismp

La giornata di ieri si è aperta con un intervento del Segretario generale dell?Onu, Kofi Annan, che ha denunciato “l?orribile situazione del Darfur”, dove si era recato in visita nei giorni scorsi. Parlando davanti a una quarantina di presidenti e primi ministri del continente ? l?Ua raggruppa 53 Stati dell?Africa tranne il Marocco ? Annan ha deplorato il rischio di una “catastrofe umanitaria ancora più grande” in Darfur, dove la guerra divampata a febbraio 2003 ? ma che in realtà dura da molto più tempo – “potrebbe destabilizzare tutta la regione”.
Il numero uno delle Nazioni Unite ha ribadito il sostegno agli sforzi dell?Ua per garantire il cessate-il-fuoco tra l?esercito sudanese e due movimenti armati ribelli, firmato ad aprile ma disatteso. Da Kharotum, proprio ieri, il governo islamico ha presentato un piano per fermare i predoni arabi nomadi (noti come ?Janjaweed?) che compiono violenze contro le popolazioni stanziali nere, prevalentemente dedite all?agricoltura e di religione musulmana come gli stessi aggressori. Il ministro degli interni Abdelrahim Mohammed Hussein ha detto di aver ordinato il dispiegamento dei polizia militare nel Darfur e l?apertura di piccoli commissariati in tutti i campi profughi che accolgono oltre un milione di sfollati della regione (si calcola che altre 150.000 persone siano fuggite nel vicino Ciad).
Ma non è solo il Sudan a preoccupare Annan: il Segretario del Palazzo di Vetro ha manifestato anche la sua “grave preoccupazione” per la recente recrudescenza di violenza e di violazioni dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo, per l?instabilità che prosegue in Costa d?Avorio e per la persistente tensione tra l?Etiopia e l?Eritrea”. Questa disamina non è tuttavia bastata ad Annan per affrontare nello specifico alcune situazione particolarmente delicate dello scacchiere continentale: per questo sono stati organizzati due ?mini-vertici? sulle crisi più acute, cioè i rapporti Congo-Rwanda e lo stallo della Costa d?Avorio.
Nel primo caso, è stato previsto un meccanismo di verifica, che preveda riunioni regionali periodiche per appianare le conflittualità tra i governi di Kinshasa e Kigali, due vicini di casa dei Grandi Laghi, già protagonisti delle guerre che tra il 1996 e il 2002 hanno provocato nell?ex-Zaire almeno due milioni e mezzo di vittime (oltre tre milioni e mezzo secondo altre fonti). Jean-Marie Guéhénno, vicesegretario Onu responsabile delle operazioni di peacekeeping, ha spiegato che questo meccanismo ? già definito in un vertice tra Congo e Rwanda svoltosi a fine giugno in Nigeria ? prevede la possibilità di verificare la presenza di truppe straniere anche in territorio ruandese. Al mini-vertice era però assente uno dei due principali interlocutori, il capo di Stato congolese Joseph Kabila, rappresentato da un ministro. Sulla Costa d?Avorio, Annan ha annunciato per il prossimo 29 luglio, un vertice ad Accra (Ghana) con la partecipazione di tutti gli attori della crisi: il governo, l?opposizione e gli ex-ribelli che ancora controllano militarmente tutto il centro-nord del Paese e che tre mesi fa hanno abbandonato il governo di unità nazionale in segno di protesta per la mancata applicazione degli Accordi di pace di Linas-Marcoussis del gennaio 2003. L?obiettivo dell?incontro, ha spiegato il vice di Annan, “è rilanciare il processo di riconciliazione”, che ancora non ha preso forma in un Paese paralizzato dalla crisi politico-militare. A parte le due riunioni su questi temi specifici, il vertice dell?Ua ha anche assunto un?importante decisione politica, destinata forse a tracciare una strategia per il futuro: l?invio di 300 soldati per il mantenimento della pace nel Darfur. I capi di Stato e di governo hanno precisato che il piccolo contingente ? probabilmente inadeguato e destinato a crescere numericamente ? dovrebbe proteggere gli sfollati in Sudan e i rifugiati nel vicino Ciad; ne faranno parte soldati provenienti da Nigeria, Rwanda e forse anche Tanzania e Botswana. Secondo l?Onu il conflitto in Darfur ha già provocato decine di migliaia di morti.

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