Usa: Kerry e la politica estera latinoamericana

Il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti, John Kerry, ha presentato ieri il suo programma rispetto all?America Latina.
A cura di amismp Nell?articolo, sulle pagine del quotidiano della Florida ?Miami Herald?dal titolo ?Dobbiamo tornare a essere un?altra volta il faro della democrazia?, Kerry passa in rivista i quattro anni di politica estera latinoamericana dell?attuale amministrazione guidata dal presidente George W. Bush e li boccia senza appello.
A detta del candidato del Partito democratico, l?attuale esecutivo Usa ha provocato ?un deterioramento? della qualità della vita democratica in molti Paesi centro e sud americani; questo fenomeno, secondo il senatore democratico, ?è difficile non attribuirlo ai fallimenti delle politiche del presidente Bush?.
Nell?articolo il candidato alla presidenza comincia dall?Argentina, alla quale ?l?amministrazione Bush ha dato un colpo al costato, restando a guardare mentre l?economia sprofondava in una spirale e la violenza della moltitudine estrometteva il presidente (Fernando de la Rúa) dal potere?. Kerry continua con la Bolivia, accusando Bush di aver appoggiato l?elezione di un capo di Stato (Gonzalo Sánchez de Lozada) pro-mercato, favorevole al presidente degli Stati Uniti ma di non aver fatto nulla quando la sommossa scosse la capitale e il presidente fu obbligato a fuggire?. Il leader democratico continua poi con Haiti e il Venezuela, sostenendo che nel primo Paese ?la squadra di Bush ha approvato la violenza di massa e un quasi colpo di stato che fece cadere il regime democraticamente eletto, sebbene difettoso?; nel secondo, l?attuale capo di Stato Usa ?ha dato il benvenuto a un nuovo governo instaurato dai generali mentre il presidente democraticamente eletto rimaneva sotto la custodia militare?.
Secondo Kerry, dunque, ?l?inefficace politica senza principi degli Stati Uniti nell?emisfero? ha provocato ingenti danni e antipatie agli Usa, come starebbero a dimostrare dei recenti sondaggi secondo i quali l?87 per cento dei leader sudamericani ?hanno un?immagine negativa del governo Bush? mentre il ?69 per cento dei votanti ispanici residenti negli Stati Uniti ritiene che Bush non abbia mantenuto le promesse fatte all?America Latina?. Secondo il senatore democratico, questa tendenza va invertita, in modo da far diventare gli Usa ?il vero faro della democrazia e del progresso nell?emisfero? adottando, tuttavia, una ?politica di neutralità? rispetto ai processi elettorali latinoamericani, lasciando che si svolgano normalmente ?i processi costituzionali?.

?In America Latina, coloro che vogliono rafforzare la democrazia attraverso un referendum meritano il nostro totale appoggio? ha concluso il candidato alle presidenziali, riferendosi direttamente al plebiscito sulla permanenza al potere del presidente venezuelano Hugo Chávez che si svolgerà il prossimo 15 agosto.

Top