CORTE APPELLO USA BOCCIA NORMA CONCENTRAZIONI MEDIA

La Corte d’Appello federale di
Filadelfia ha bocciato la norma sulle concentrazioni editoriali,
varata dalla Commissione federale delle comunicazioni
nell’estate del 2003, e destinata a garantire un maggiore raggio
d’azione ai grandi gruppi mediatici statunitensi.
A cura di ansa I giudici del riesame – con una decisione che potrebbe
costringerla a riscrivere interamente la legge – hanno osservato
come la Commissione ”non abbia giustificato in maniera
sufficiente” i criteri che determinano il possesso ”sui
mercati” locali di televisioni, radio oltre al controllo
congiunti di diversi mezzi di comunicazione.
La scelta della Corte d’Appello – vincolante come si conviene
ad un ordinamento giuridico di ‘common law’ – colpisce una norma
(concepita per modificare la legge sull’editoria risalente agli
anni ’70) particolarmente criticata anche in ambito politico. In
base a quanto stabilito dalla Commissione federale per le
comunicazioni, era stato infatti concesso ai grandi gruppi
mediatici di possedere, in via combinata, emittenti televisive,
radiofoniche e giornali nella stessa citta’ oltre a rendere
plausibile, per un network televisivo, il controllo di reti
locali (fino al 45%) tanto da potere raggiungere la quasi
totalita’ della platea nazionale di telespettatori.
Rischio contro cui le associazioni a tutela dei consumatori e
diverse organizzazioni attive nel campo dei media avevano
iniziato a battersi in maniera feroce per scongiurare la
possibile creazione, da parte dei grandi network, di una forza
d’urto di notevole portata capace di spostare gli equilibri
sullo scacchiere mediatico a stelle e strisce.

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