Liberta’ d’informazione: Peacelink in tribunale

Dieci anni fa il computer centrale della rete PeaceLink veniva sequestrato e sigillato con l’accusa, risultata poi inforndata, di traffico illegale e duplicato di software. Oggi PeaceLink continua a dover comparire in tribunale, questa volta per un processo civile, su denuncia di una persona che si è ritenuta danneggiata in quanto il suo nome compariva fra i firmatari di un appello in rete. Per questo motivo, chiede che gli vengano risarciti 50 mila euro.
Questa vicenda non riguarda solo PeaceLink, ma la libera circolazione dell’informazione in rete e fa riflettere sui rischi che ciascuno può avere nel ricevere e rilanciare appelli di altri.
Leggi l’articolo completo di Alessandro Marescotti.
Ascolta il suo commento alla vicenda:
A cura di amismp

Per saperne di più:
L’articolo di Vittorio Moccia
A 10 anni dal primo Crackdown Italiano. Un racconto di quegli anni che lasciarono un segno indelebile nella telematica amatoriale delle BBS: da allora nulla fu più come prima.

Per l’iniziativa dell’Africa Peace Point

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conto corrente postale n. 13403746
intestato a: PeaceLink
c.p. 2009
74100 Taranto
Causale: processo a PeaceLink.

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