EMILIA-ROMAGNA PERMETTE LAVORO A CHI CHIEDE ASILO POLITICO

Una persona che ha chiesto asilo
politico in Italia e aspetta il riconoscimento dello status di
rifugiato potra’ lavorare in Emilia-Romagna gia’ dal momento in
cui inoltra la richiesta. E’ la principale novita’ di un
protocollo d’intesa firmato da Regione ed alcuni enti locali.
A cura di red L’ accordo colma un vuoto legislativo: chi chiede asilo in
Italia attende in media due anni perche’ lo status venga
ufficializzato. In quel periodo il ‘richiedente asilo’ rimane in
una sorta di limbo giuridico, dotato di permesso di soggiorno ma
non di lavoro.
L’intesa e’ stata siglata a Bologna dall’Associazione
nazionale comuni italiani ed Unione delle province italiane
dell’Emilia-Romagna, Forum regionale del terzo settore,
Consorzio italiano di solidarieta’, Caritas Bologna, Arci, Acli,
Cgil, Cisl, Uil regionali. L’accordo mira a monitorare l’
attuazione della legge nazionale (la Bossi-Fini), che prevede l’
istituzione di Commissioni territoriali per l’esame delle
domande e l’istituzione dei Centri di identificazione per i
richiedenti asilo. Il monitoraggio servira’ anche a fare un
censimento (ora non disponibile) di quanti richiedenti asilo ci
sono in regione (l’ipotesi e’ 2.000) e si prefigge di
controllare che le nuove strutture siano conformi alle norme
minime di accoglienza della Ue.
Ma soprattutto l’intesa prevede che, dal momento in cui avvia
la pratica di riconoscimento, il rifugiato possa lavorare grazie
a periodi di tirocinio e borse lavoro. A tutti i rifugiati sara’
garantito l’accesso ai servizi sanitari e di istruzione, e sono
previste forme di tutela per minori, donne, anziani e per le
vittime di violenze e torture. Sara’ poi garantita loro tutela
legale e informazione sui diritti. Previste anche azioni di
sensibilizzazione sul tema, con convegni e iniziative pubbliche
ed esperienze di cooperazione con altri paesi europei.
Questo protocollo da’ seguito a quanto stabilito dalla legge
regionale sull’immigrazione, che ha assicurato ai rifugiati
diritti fondamentali come quello a formazione, assistenza
sanitaria, casa e lavoro.

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