Ricorso contro proscioglimento Sharon

Il “Movimento per la qualità del governo?, un?associazione che si batte contro gli abusi nella pubblica amministrazione, ha presentato un ricorso contro il proscioglimento del primo ministro di Israele Ariel Sharon per presunti reati di corruzione.
A cura di amismp Lo si apprende oggi dai giornali israeliani, che citano fonti giudiziarie. L?istanza è stata presentata all?indomani dell?annuncio di Mazuz di chiudere l?indagine e non incriminare il capo del governo per insufficienza di prove; il procuratore capo Edna Arbel aveva invece chiesto il rinvio a giudizio di Sharon, che a suo parere aveva incassato una grossa somma come tangente per i favori prestati in veste di ministro degli Esteri all?imprenditore David Appel per un progetto di un villaggio turistico in un?isola greca; nell?investimento era coinvolto anche uno dei figli di Sharon, Gilad, che avrebbe chiesto l?intervento del padre per facilitare la trattativa con le autorità greche.
Il Procuratore generale, comunque, non ha giudicato sufficienti le testimonianze raccolte. Il ricorso di cui si ha notizia oggi non dovrebbe essere oggi non dovrebbe essere l?unico: alcuni deputati di sinistra, tra cui Yossi Lapid (Yahad-Meretz) e Eitan Cabel (laburista) ieri avevano annunciato di ricorrere in appello in caso di assoluzione del premier. Il Procuratore Mazuz ha negato di aver applicato un trattamento speciale all?indagato Sharon.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, se fosse stato incriminato, Sharon sarebbe stato costretto ad abbandonare il suo incarico, facendo naufragare la contestata proposta di ritiro israeliano da Gaza.
Il proscioglimento, commenta oggi la stampa israeliana, viene invece letto invece come un decisivo appoggio al piano di Sharon di disimpegno graduale dagli insediamenti israeliani della Striscia di Gaza e di una parte della Cisgiordania. Nelle scorse settimane il governo dell?ex-generale ha traballato sotto i colpo delle dimissioni di un ministro e un sottosegretario del Partito religioso nazionale, che hanno fatto anche mancare la maggioranza alla Knesset, il Parlamento di Gerusalemme.

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