Gino Strada dai PM di Roma

Gino Strada nel pomeriggio sarà ascoltato dai magistrati di Roma che indagano sul sequestro e la liberazione dei tre italiani in Iraq.
A cura di amismp Strada nei giorni scorsi aveva parlato di un riscatto di alcuni milioni di dollari. Circostanza sempre, però, smentita in maniera netta e decisa dalle autorità italiane e americane secondo le quali a Stefio, Agliana e Cupertino la libertà era stata restituita grazie a un blitz condotto delle forze speciali della coalizione.
I magistrati del pool antiterrorismo della procura romana intendono comunque ora fare luce sulle affermazioni di Strada.

I pm di Roma stanno inoltre vagliando l’esistenza di un canale italiano durante i 56 giorni di prigionia degli ostaggi italiani, che abbia tentato di trattare la liberazione di Stefio, Cupertino e Agliana seguendo le vie delle conoscenze sul posto di persone e luoghi. Secondo gli inquirenti ci sono infatti alcuni elementi, emersi anche nel corso della deposizione dei tre ex ostaggi, che inducono a pensare vi sia stato un lavoro sotterraneo e continuativo affinche’ i tre venissero liberati.

Proprio nel corso delle loro deposizioni, Cupertino, Stefio e Agliana hanno ricordato che nel video girato il 31 maggio (e mandato in onda da Al Jazira) fu chiesto loro di leggere un proclama scritto in italiano e una frase, sempre scritta in italiano: “Nella vita bisogna sempre cercare l’impossibile perché diventi realtà. A presto”. La lettura di quella frase da parte degli ostaggi sarebbe stata la prova, per chi conduceva la trattativa, che erano vivi. Al Jazeera, tuttavia, non trasmise per intero il video e tagliò proprio la parte finale, quella in cui gli ostaggi leggevano i due scritti in italiano.

Un’altra circostanza che fa ritenere agli inquirenti che vi fossero degli italiani nelle trattative, riguarda delle medicine chieste dagli ostaggi e consegnate poco tempo dopo. Si tratta di medicine con la scritta in italiano, un elemento questo raccontato ieri ai magistrati dagli stessi ex ostaggi.

Top