Congo: Bakavu é libera

Stanotte intorno alle 2:00 (ora italiana e locale) una colonna dell?esercito regolare è entrata nel centro di Bukavu e senza combattere, ha liberato la città.
A cura di amismp “stamani la gente è scesa nelle strade a festeggiare”, così una fonte della MISNA conferma l’azione delle forze armate regolari nella città di Bakavu, nell?est della Repubblica democratica del Congo al confine con il Rwanda, che dal 2 giugno era nelle mani di militari insubordinati fedeli dal deposto colonnello Jules Mutebusi.
Le fonti Misna hanno inoltre precisato che già ieri sera intorno alle 19:00 un primo drappello guidato dal generale Mbudja Mabè aveva fatto il suo ingresso nella periferia della capitale del Sud-Kivu, senza spargimento di sangue.
Secondo fonti concordanti, Mutebusi e i suoi sarebbero fuggiti in Rwanda:
radio Okapi, l?emittente della missione Onu in ex-Zaire, ha riferito stamani che il comandante insubordinato sarebbe fuggito per destinazione ignota, mentre altre fonti riferiscono che si sarebbe rifugiato a Cyangungu, in territorio ruandese, con un manipolo di suoi uomini.

Erano stati questi soldati ammutinati, lo scorso 26 maggio, a lanciare i primi attacchi contro il nuovo esercito riunificato dell?ex-Zaire, creato dopo gli accordi di pace che hanno posto fine alla guerra. Nei giorni successivi si erano aggiunti gli uomini agli ordini di un altro generale insorto, Laurent Nkunda che ? come Mutebusi ? è stato escluso dalla ripartizione dei posti di potere nel nuovo esercito riunificato ed appartiene all?ex-ribellione della Rcd-Goma, che negli anni della guerra, tra il 1998 e il 2003, ha spadroneggiato in tutto l?Est del Paese controllandone le risorse naturali. Gli insorti si sono resi protagonisti di violenze diffuse contro la popolazione, stupri, saccheggi con un bilancio di almeno 80 vittime.
Sembra che Nkunda, per ora, sia diretto a Goma, dove l?esercito si prepara ad affrontarlo per evitare che entri nella capitale del nord-Kivu.
Ieri sera, prima di ripartire per Bruxelles, il vicepremier belga e ministro degli esteri Louis Michel aveva detto che la crisi di Bukavu si sarebbe risolta in poche ore; i fatti, a quanto pare, sembrano dargli ragione.

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