Georgia: un altro G8 di parole e promesse?

Ogni anno gli 8 Paesi più ricchi del mondo si riuniscono e annunciano impegni a favore del diritto alla salute e alla vita dei più poveri. Ma fino a oggi queste parole sono rimaste solo sulla carta.

Leggi il rapporto di Actionaid “Nessun uomo è un’isola
A cura di amismp Il G8 che si apre oggi a Sea Island in Georgia, si ripropone di affrontare i grandi temi della salute: lotta ad Aids, malaria e tubercolosi, soprattutto nei paesi del sud del mondo.

L’associazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere chiede ai membri del G8 di rinnovare gli impegni assunti a Okinawa nel 2000 e ribaditi al summit di Evian l’anno scorso e di passare dalle parole ai fatti.
· finanziando adeguatamente il Fondo Globale lanciato al G8 di Genova nel 2001 e facendo in modo che le risorse siano spese in modo efficiente per garantire farmaci di qualità e facili da usare al maggior numero di persone possibile.
· aumentando gli sforzi in materia di ricerca e sviluppo sulle malattie “dimenticate” .
· mettendo sempre il diritto alla vita prima del diritto a far profitti.
· garantendo la concorrenza tra farmaci di marca e farmaci generici che permette un significativo abbassamento dei prezzi dei medicinali.

Il G8 di Okinawa (Giappone) nel 2000 promise di:
· ridurre del 25% il numero di giovani colpiti da HIV/Aids entro il 2010
· ridurre del 50% prevalenza e mortalità per tubercolosi entro il 2010
· dimezzare l’incidenza della malaria

A 4 anni da quelle promesse il quadro è ben diverso:

· Il numero di bambini di meno di 15 anni colpiti dall’HIV/AIDS è quasi triplicato, da 1,3 milioni nel 2000 a 3,2 milioni nel 2002. Nello stesso periodo, il numero totale di persone sieropositive nel mondo è globalmente aumentato da 34 a 42 milioni. Più di 3 milioni di persone sono decedute a causa dell’HIV/AIDS solo nel 2003.
· La prevalenza globale della tubercolosi è solo leggermente aumentata (+1,5%), ma l’incremento è quattro volte più alto in Africa. L’anno scorso la TB ha ucciso 2 milioni e mezzo di persone e ne ha fatte ammalare 8 milioni.
· L’incidenza della malaria è rimasta invariata, ma la mortalità dei bambini di meno di 5 anni è duplicata, e addirittura quintuplicata, in certe regioni dell’Africa, parallelamente all’aumento della resistenza del parassita ai farmaci utilizzati abitualmente. Ogni anno in Africa muoiono per la malaria 1 o 2 milioni di persone.

Non si tratta di fatalità inevitabili, ma di conseguenze ben precise di politiche egoistiche dei Paesi più ricchi:
· Il Fondo Globale per la lotta ad Aids, malaria e Tubercolosi è cronicamente a corto di finanziamenti
· Manca un impegno pubblico in materia di ricerca e sviluppo sulle malattie che colpiscono solo i più poveri (malattia del sonno, kala azar, Chagas, malaria, TB)
· Alcuni Paesi del G8 convincono i Paesi in via di sviluppo a firmare accordi bilaterali di libero scambio che impongono misure molto restrittive per l’accesso ai farmaci.

Top