Congo: clima di tensione e di attesa

A Bakavu permane un clima di forte incertezza e si aspetta l’ingresso dell’esercito governativo mentre Ondekane, Il ministro della difesa congolese, non esclude che i ribelli beneficino di “complicità esterne”.
A cura di amismp “Affermo alto e forte che si è trattato di una insurrezione”, ovviamente da domare. Ha detto il ministro della Difesa Jean Pierre Ondekane parlando all’assemblea nazionale che è in seduta da quasi tre giorni per la crisi di Bukavu, la città dell?est della Repubblica democratica del Congo, a ridosso del confine con il Rwanda, teatro dal 26 maggio scorso di combattimenti e violenze che hanno causato finora la morte di oltre 80 persone.
Il vice primo ministro belga Louis Michel, che si trova da ieri a Kinshasa, dopo aver incontrato Kabila e altri esponenti del governo, ha detto di non potersi pronunciare sulla vera natura degli eventi. Fonti della Misna riferiscono che la città appariva oggi avvolta in un clima quasi spettrale, con la gente rintanata nelle case e pochissimi passanti e macchine in circolazione.

Gli insubordinati provengono tutti dai ranghi della Rcd-Goma, ex-movimento ribelle filoruandese che ai tempi della guerra nell?ex-Zaire controllava vasti settori dell?est del Congo e oggi è parte integrante del nuovo governo di unità nazionale. Oltre alla paura per la presenza degli ?invasori?, forte è tra la popolazione di Bukavu il sentimento di ostilità verso la Monuc (Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo), accusata di non essere riuscita a difendere la città.
il presidente Joseph Kabila e altri esponenti governativi avevano esplicitamente indicato un’aggressione da parte del Rwanda.

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