BIRMANIA: A UN ANNO DAL MASSACRO DEL 30 MAGGIO 2003, NON SI E’ ANCORA ALLENTATA LA MORSA REPRESSIVA DEL GOVERNO.

Il senatore dei verdi Francesco Martone, segretario della commissione dei
diritti umani, ricorda che un anno fa Il 30 maggio 2003 in alcune
localita’ del nord della Birmania, gruppi di miliziani appartenenti a
associazioni filo-governative scatenarono una serie di violenti attacchi
contro la folla, riunita ad ascoltare un discorso della leader
dell’opposizione e premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi.
A cura di amisfd COMUNICATO STAMPA

Il risultato di questi attacchi furono, secondo fonti attendibili, almeno
80 morti e diverse centinaia di feriti, mentre Aung San Suu Kyi, insieme a
tutta la leadership del suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia,
venne arrestata e si trova tuttora agli arresti domiciliari, condizione
nella quale ha trascorso ben otto degli ultimi 15 anni.
Martone ricorda che circa un anno fa venne discussa in aula una mozione
che lo vedeva primo firmatario, una mozione nella quale, tra l’altro, si
chiedeva la liberazione di Aung San Suu Kyi, mai votata e mai approvata,
ferma, un atto di indirizzo rimasto solo nei resoconti parlamentari, e le
raccomandazioni in esso contenute infrante contro le esigenze della
RealPolitik o di fronte alla totale chiusuira della giunta birmana ad ogni
ipotesi di transizione democratica.
 Il parlamentare verde si rivolge al Presidente del Senato Pera per
ricordargli il dramma che continua a vivere quel popolo, le uccisioni, le
carcerazioni, l’oppressione, gli stupri etnici, ragioni per le quali è
importante ed urgente un intervento del nostro Governo a sostegno delle
richieste formulate dal Governo di Coalizione Nazionale dell’Unione di
Birmania e dal Consiglio Nazionale dell’Unione di Birmania, per un
percorso verso la democrazia ed il federalismo in quel Paese.

Top