Somalia: scontri tra “signori della guerra”

Nella zona a nord di Mogadiscio, sono più di 60 le vittime degli scontri tra due signori della guerra locali; migliaia le persone in fuga.
A cura di amismp SOno in corso da quattro giorni, gli scontri tra due ‘signori della guerra’ locali – Musa Sudi Yalahow e Bashir Raghe – che si contendono il controllo di una pista d’atterraggio e del porto di Elman.
Secondo fonti ospedaliere della capitale somala, solo nelle ultime 24 ore, sarebbero oltre 22 le persone uccise, portando così il bilancio totale dei combattimenti a più di 60 vittime e qualche centinaio di feriti.
Tra loro si trovano sia miliziani dei due schieramenti, sia moltissimi civili rimasti coinvolti nelle sparatorie per strada o raggiunti da pallottole vaganti. I timori maggiori sono legati alla possibilità che i combattimenti si allarghino ad altre zone.

Dal 1991, in seguito alla caduta del dittatore Siad Barre, la Somalia è un Paese senza Stato né istituzioni, sconvolta da scontri tra clan rivali, che comunque continuano a ricevere armi dall?esterno. A nulla sono servite finora le 13 conferenze di pace tra i numerosi clan somali, sempre fallite senza alcun accordo. I mediatori impegnati nei colloqui di pace, che si trascinano stancamente dall’ottobre 2002 in Kenya, sarebbero riusciti a riportare tutti i protagonisti della crisi somala al tavolo dei negoziati per discutere la composizione di un nuovo governo di transizione.
Nei mesi scorsi molti dei principali ‘signori della guerra’ avevano abbandonato polemicamente le trattative organizzate dall’Igad (Autorità intergovernativa per lo sviluppo dei Paesi del Corno d’Africa).

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